TAVARNUZZE (IMPRUNETA) – Ha riscosso un gran successo l’iniziativa “Tavarnuzze per il prossimo”, l’evento organizzato sabaro 22 e domenica 23 novembre dalla Parrocchia del Sacro Cuore di Tavarnuzze, in collaborazione con le associazioni di Villa Monticini e la Pubblica Assistenza tavarnuzzina.
L’iniziativa è stata inaugurata sabato sera con un aperitivo presso il circolo Mcl "L'Incontro", seguito da un concerto alle 21, in chiesa, a favore del progetto "Una casa dello Studente per Kinshasa".
Il clou domenica 23 dicembre, con l'inaugurazione della rinnovata Villa Monticini. Già prima dell’orario stabilito, le 15, davanti all Villa ci sono già molte persone, che aspettano con ansia l’inizio della cerimonia.
Giovani e anziani, uomini e donne, tavarnuzzini e imprunetini: tutti insieme per festeggiare un traguardo importante che ha richiesto risorse, tempo, ma soprattutto il lavoro e la fatica delle molte persone che si sono impegnate a fondo per raggiungere questo grande obiettivo .
Inaugurano la cerimonia i discorsi di don Andrè, della Parrocchia del sacro Cuore, e Roberta Marcucci, vice responsabile della Villa, concordi nel voler ringraziare e parlare a nome di Stefano Chilleri, responsabile della casa, che “per gravi problemi familiari non è potuto essere qui oggi fisicamente, ma rimane ugualmente nei nostri pensieri”.
Prende la parola successivamente Marzio Mori, responsabile di “Casa Famiglia San Paolino”, all’interno della Caritas, che ritiene che questo “sia un segnale molto forte quello che vogliamo mandare all’esterno. Tre posti da condividere non sono molti, ma è un inizio, una luce”.
Lo dice riferendosi al fatto che, la Villa, pur essendo di proprietà della parrocchia del Sacro Cuore, è gestita da Caritas, che ha deciso però di riservare alcuni posti alle due amministrazioni comunali di Impruneta e Bagno a Ripoli per poter ospitare per periodi limitati e definiti persone o famiglie con rilevanti problemi abitativi.
Passa il microfono a Alessandro Martini, direttore della Caritas Diocesana, che sulla scia di Mori spera che questo gesto “sia una testimonianza dello spirito che anima il nostro cammino come Diocesi".
"La Caritas fa da sostegno – prosegue Martini – alla realtà della comunità tavarnuzzina che dà prova di essere capace di vivere un’esperienza di accoglienza”.
Ci tiene a sottolineare che questo cammino “non sia solo segno di accoglienza così comunemente intesa, ma di qualcosa di più, di fraternità”. In questo senso ritiene che “essere al centro anche geograficamente (la struttura infatti si trova a pochi passi dalla piazza principale del paese, n.d.r.), e non in un bosco nascosto o nelle periferie degradate, significa che voi come comunità avete messo al centro le persone più bisognose e in difficoltà".
"E questo è un grande segno, perché questa è l’unica strada che rende più umani”: conclude così il suo intervento, ringraziando tutti a nome di Caritas e quindi di Diocesi, ed in particolar modo Stefano Chilleri.
È il turno poi del sindaco di Impruneta Alessio Calamandrei che si dice “doppiamente emozionato sia come sindaco sia come tavarnuzzino” esordisce.
“La collaborazione è un segnale forte e importante – ricorda – sia tra la Caritas e la Pubblica Assistenza di Tavarnuzze, sia tra il nostro Comune e quello di Bagno a Ripoli”.
Ci tiene a sottolineare che essendo i servizi molteplici quelli svolti in questa struttura, esso sia un forte segnale per la comunità che “sulla collaborazione si è basata e dovrà continuare a basarsi”.
Passa parola a Ilaria Belli, vicesindaco di Bagno a Ripoli, nonchè assessore alle politiche sociali e gestioni associate: “Sono molto emozionata perché questo è il primo atto concreto che si pone come gestione associata tra i due Comuni”.
Lo dice sottolineando l’importanza di questa struttura in un momento così delicato per le esigenze abitative, la reputa “fondamentale per il nostro comune”.
Esprime inoltre a tutti i presenti la felicità del proprio paese, ringraziando la Caritas, con cui il comune già lavorava, il comune di Impruneta, ma “soprattutto tutti i tecnici del Comune”.
Prende parola Stefania Saccardi, vicepresidente della Regione Toscana: "In un tempo dove la paura per il diverso, per l’altro, domina, partecipare all’apertura di un centro di accoglienza è una grande gioia per il mio cuore”.
Riprende poi il discorso di Martini, affermando che la vicinanza geografica è un segno che “noi l’accoglienza la intendiamo come integrazione e ricerca di autonomia per le persone”.
Un’accoglienza di qualità, come sottolinea parlando delle camere allestite al piano superiore, composte da letti e bagni autonomi.
“Abbiamo sempre scelto di non fare i tendoni con i materassi in terra – continua spiegando la natura di questa scelta – dove le persone vengono dormono e vanno via come se fossero animali di passaggio. Noi abbiamo scelto un altro tipo di accoglienza, di chiamare le persone per nome, di strutturare luoghi come questo”.
Riprende successivamente parola don Andrè, felice per la presenza dei molti giovani, e in generale dell’affluenza. Racconta che in molti gli hanno chiesto se il cardinale Giuseppe Betori sarebbe venuto “non in veste di vescovo, ma di pastore di guida.”
“Purtroppo, con suo grande rammarico – come ci spiega – il vescovo ha avuto un impedimento che non gli ha permesso di venire, ma è stato lui in persona a nominare un suo rappresentante, monsignor Giancarlo Corti, vicario episcopale della Diocesi di Firenze”.
“Questo luogo – dice monsignor Corti – richiama profondamente un aspetto fondante della comunità cristiana, la carità, che non è marginale, ma fondamentale insieme alla liturgia e alla parola".
Il suo intervento si conclude con l’invito al raccoglimento e una preghiera, con la successiva benedizione dei locali e del crocifisso di San Damiano.
Durante la visita dei locali, ampie camere, arredate con letti e armadi, distanti anni luce dai “tendoni e baraccopoli”, incontriamo Gemma Scarti, responsabile della Commissione Giovani e cultura della Parrocchia del Sacro Cuore.
È stata lei infatti a definire l’organizzazione di questa giornata e si dice “molto soddisfatta per il lavoro svolto da tutti”. Ci spiega che la Villa sarà fin da subito disponibile, non appena verrà terminata la ristrutturazione della cucina, che inizialmente non era prevista.
La giornata si conclude poi con la benedizione della camera mortuaria della Pubblica Assistenza di Tavarnuzze e la celebrazione delle cresime presso la chiesa del Sacro Cuore: con l’auspicio che questo week end possa essere un punto di partenza per una collaborazione stabile laico-religiosa e altri momenti di festa per il paese.
di Costanza Masini
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