Un Sanremo irresistibile: vissuto e raccontato da Sebastiano e Silvia. Il Teatro Ariston… in casa

Anche quest'anno la coppia che vive nel comune di Reggello, ma con legami saldissimi con Tavarnuzze, ha dato letteralmente spettacolo. Con foto, commenti. E video-canzoni-cover imperdibili!

TAVARNUZZE (IMPRUNETA) – Ripercorriamo il Festival di Sanremo (conclusosi ieri sera con la vittoria dei Maneskin) insieme a una coppia frizzante, simpatica, che per la manifestazione sanremese ha una grandissima passione.

Stiamo parlando di Sebastiano Di Falco, 33 anni, scenografo teatrale. E di Silvia Calcinai, 40 anni, manager in una pasticceria.

Si sono conosciuti a teatro: lei cantava, lui curava la scenografia. E sono sposati da quattro anni e mezzo.

Abitano in una frazione di Reggello. Ma al contempo sono profondamente legati a Tavarnuzze.

Perché Sebastiano ha qui, precisamente nel circolo Arci, il suo laboratorio. E, insieme a Silvia, cura la direzione artistica della manifestazione “Tavarnuzze al Castello”.

Ogni anno seguono il Festival fino a tarda notte: “Arriviamo stremati alle 2.45, ma ne vale la pena”, dicono. E lo commentano in diretta, principalmente su Facebook.

“Prima che inizi Sanremo avvertiamo gli amici. Consigliamo loro di cancellarci da Facebook. Perché, appena comincia, scriviamo a diritto sul Festival, solo e esclusivamente su quello”, dicono scherzando.

In realtà a seguirli c’è un gruppo cospicuo di persone. Tra cui molti tavarnuzzini. Per esempio Lucilla Lepri, del negozio di toelettatura in piazza: “Durante il Festival, tutte le mattine passo a salutarla e la “infamo”, perché abbiamo gusti musicali diversi”, racconta Sebastiano.

E poi ci sono tanti che il Festival non lo seguono, ma i commenti di Sebastiano e Silvia non se li perdono.

Per di più, i “fantastici due” hanno realizzato cinque video comici, uno per serata. Dove Sebastiano e Silvia hanno imitato alcune delle canzoni che hanno fatto la storia di Sanremo: “Io che non vivo”, “Non ho l’età”, “Maledetta primavera”, “Vattene amore”, “Felicità”.

Il tutto girato e montato in casa (grazie alle attrezzature di Sebastiano che, tra le altre cose, ha un blog di scenografia su YouTube), e poi caricato sui social.

“Ci siamo divertiti – dicono, sorridendo – Per fortuna sono più quelli che l’hanno presa sul ridere che… sul serio”. E ieri sera, per la finale, si sono vestiti in abito da sera e… ciabatte.

“La passione per Sanremo? – ci risponde Sebastiano – E’ tutta colpa di Silvia. Erano dieci anni che non lo seguivo più. Poi mi sono trovato dentro a questa follia”.

“A casa mia il Festival è sempre stata una tradizione – interviene Silvia – Pensare che quest’anno avrebbe potuto non esserci mi destabilizzava”.

E ora andiamo al sodo. Sentiamo un po’ le loro impressioni a caldo su questo Sanremo 2021.

“Quest’anno è stato un po’ lentino – commentano in modo tagliente – E, se avessero fatto qualche siparietto in meno (tipo quando hanno cantato “Siamo donne”… se lo potevano risparmiare), sarebbe stato meglio”.

“Ci sono stati parecchi problemi tecnici, ma li perdoniamo – sono anche magnanimi – Gestire una cinquantina di microfoni (uno per cantante, per via del Covid-19) è difficile”.

“Quello che non possiamo perdonare sono le “stecche” – ecco, ora li riconosciamo – Renga, Aiello e Random ci hanno fatto male. Invece Orietta Berti non ha perso una nota: ha dato le paste ai pischelli con… l’autotune”.

“E’ mancata l’emozione – dice Silvia, con un po’ di amarezza – L’anno scorso, quando è entrata Tosca, siamo rimasti a bocca aperta. Anche Arisa, che generalmente è molto comunicativa, ci è sembrata fredda. L’unico pianto me lo sono fatto con la Vanoni”.

“Sicuramente ha influito l’assenza del pubblico – ammettono – Anche Fiorello, showman eccezionale, ha perso un po’ di smalto. Un conto è stare in uno studio televisivo, un altro davanti ad una platea vuota. E poi, senza la gente che ride, non dev’essere facile”.

“Ci siamo divertiti a guardare i look – ridono sotto i baffi (letteralmente nel caso di Sebastiano) – Orietta è partita da “in fondo al mar” ed è finita Divino Otelma-Mama Africa”.

“Invece, in quanto a classicità, Ermal Meta, Renga e la Vanoni (alla bellezza di… 86 anni!) hanno dato una lezione di stile a tutti – si esaltano – Bello anche l’outfit di Colapesce, coerente con il pezzo: sembrava Miami Vice”.

“Musicalmente parlando – proseguono – è stato un Sanremo diverso. Fatto di cantanti per lo più mai sentiti. Seguito molto dai giovani. E dove i giovani sono arrivati ai primi posti, mentre i big… in fondo alla classifica”.

“Quello della Berti è il classico “pezzone” di Sanremo – aggiungono – L’unico che ti ricordi e che canti la mattina dopo mentre pulisci la cucina”.

“La serata dei duetti è stata la più bella – affermano – E, tra tutte, fenomenali l’esibizione dei Maneskin con Manuel Agnelli e quella de Lo Stato Sociale”.

“Andiamo un po’ contro corrente – ci danno la loro opinione sui vincitori – Come Achille Lauro, i Maneskin sono secondo noi un “prodotto” studiato. Però piacciono a tutte le età”.

“Il brano di Fedez… insomma – Fedez e la Michielin si sono piazzati al secondo posto – Però ci ha fatto sorridere il fatto che Fedez, tutto tatuato, sembrava… Bambi quando gli muore la mamma”.

“Io avrei fatto vincere Ermal Meta – questo il giudizio di Sebastiano – coerente con Sanremo. Anche Ghemon mi è piaciuto: è stato criticato perché è un rapper e non sa cantare ed… è vero, però il pezzo è scritto bene e gli arrangiamenti sono belli”.

“A me piacevano La Rappresentante di Lista – dice la sua Silvia – e Colapesce, forse per il clima anni Ottanta che… mi ricorda la mia gioventù”.

“In tanti hanno fatto polemica contro il Festival di quest’anno, ma noi la pensiamo diversamente – ci tengono a specificare – Dietro a Sanremo ci sono tanti lavoratori dello spettacolo che così hanno potuto lavorare, sebbene solo qualche giorno”.

“Io stesso – aggiunge Sebastiano – sono stato chiamato per occuparmi della scenografia dello spot di Natale con Amadeus e la Nazionale”.

“Per uno sfegatato come me con il Festival è stato bellissimo – ricorda, emozionato – Amadeus è tranquillissimo, un personaggio molto positivo, alla mano”.

“Per l’anno prossimo speriamo in una una conduzione più “young”, tipo un Alessandro Cattelan – queste le loro aspettative per Sanremo 2022 – Ci piacerebbe qualche ospite “da effetto wow”. E poi Orietta deve tornare, perché non vediamo l’ora di rivedere i suoi look”.

“Sarebbe fantastico – concludono così Sebastiano e Silvia – potersi riunire tutti al circolo di Tavarnuzze. E commentare live, insieme”.

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