mercoledì 14 Aprile 2021
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    “Calzaiolo invaso dal traffico: si aspetta il morto per prendere qualche precauzione?”

    "La mia famiglia vive di fronte allo stabilimento "Manaresi" dagli anni '70 ed allora eravamo "due gatti", e sarò onesta, si stava proprio bene. Oggi però..."

    Buongiorno, vi scrivo questa lettera per segnalare un disagio che riguarda la mia frazione (Calzaiolo, comune di San Casciano) ormai da tanti anni.

    La mia famiglia vive di fronte allo stabilimento “Manaresi” dagli anni ’70 ed allora eravamo “due gatti”, e sarò onesta, si stava proprio bene! Quelle poche fabbriche tuttora esistenti, non hanno mai dato noia a nessuno.

    Poi con gli anni, come spesso accade, sono sopraggiunte nuove famiglie quindi nuove abitazioni, ed anche le frazioni intorno si sono man mano ingrandite, anche con nuove fabbriche e stabilimenti.

    Da lì, se il beneficio è stato lo sviluppo e la creazione di nuovi posti di lavoro, dall’altra la nostra piccola frazione, con la vicinanza dello sbocco superstradale del Bargino, è diventato un continuo via vai, dalle 8 alle 19, di camion, bisarche, autotreni, corrieri, furgoni, cisterne che percorrono la via Cassia sino al cambio di direzione verso il Ponterotto a velocità folle, oltre 30/40 km orari del limite consentito.

    Ogni 30/40 secondi passa uno di questi grossi mezzi, fate un po’ voi il conto nel giro di 11 ore del gran viavai…!

    In particolare nel tratto dall’uscita Bargino fino all’hotel Calzaiolo, non ci è più consentito stendere la biancheria in giardino dato il polverone sollevato, senza parlare delle auto private perennemente sporche, nel tratto sopra il ponte della Terzona è diventato rischioso passeggiare lungo la strada, spesso qui sono avvenuti incidenti data l’alta velocità, per non parlare del weekend, adesso con l’arrivo delle belle giornate, fiumi di moto sfrecceranno a 130/140 km orari noncuranti di trovarsi all’interno di un centro abitato.

    Cosa bisogna fare per arginare il problema? Il traffico ovviamente non lo si può diminuire, ma possibile che nessuno “ai piani alti” si sia mai posto il problema dell’installazione di un autovelox o dei tutor, e dei semplici dossi per contenere la voglia di velocità di questi irrispettosi guidatori?

    Anni fa fu persino fatta una raccolta firme ma nessuno ci ha mai ascoltato. Che ci debba scappare il morto come al solito per ottenere più sicurezza?

    Mi auguro di no. Grazie per l’attenzione.

    Federica Nuzzi

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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