giovedì 21 Gennaio 2021
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    “Covid: per non fare morire chi comunque morirà per raggiunta età si castrano due generazioni”

    "Una società che sostiene solo gli anziani è una società destinata all'estinzione... perché spesso ci dimentichiamo una cosa importante: che prima o poi siamo destinati a morire"

    Covid o non Covid… stiamo diventando un paese fantasma… senza criteri razionali, neanche nelle riflessioni condivise.

    Siamo come atomi o meglio automi, tutti in fila, tutti impauriti, tutti comunque isolati. Tenuti a distanza… e questa non è la natura umana… la natura umana è sociale! 

    # “I ragazzi a gruppi, senza rispetto delle regole: e i tanti paradossi di questi tempi di pandemia”

    E come vale per le Pubbliche Assistenze, per le associazioni di volontariato, vale per i ragazzi che spontaneamente si autogestiscono.

    Hanno perso la dimensione sociale della scuola, hanno perso la solidarietà e la comprensione della società tutta!!!

    N.B. Una società che sostiene solo gli anziani è una società destinata all’estinzione… perché spesso ci dimentichiamo una cosa importante: che prima o poi siamo destinati a morire e dunque a lasciare posto a chi verrà dopo di noi.

    Orbene… cosa lasceremo ai nostri ragazzi? Fondi pensione esauriti… lavoro distrutto in vario modo.

    Mi dispiace ma non ci sto a valorizzare soltanto chi ha già vissuto almeno metà vita, me compresa, figuriamoci chi ne ha vissuta già i 3/4 o i 4/5.

    Per proteggere questa categoria si sta mettendo in atto il lockdown… cioè per non fare morire di Covid chi comunque – e più tardi e meglio possibile, questo è il mio sincero augurio perché rispetto e sono grata a chi ha fondato il nostro Paese, e che però ne ha anche beneficiato e a lungo – morirà per raggiunta età… si castrano 2 generazioni!

    Che senso ha se non l’estinzione di tutta la società attuale? E ai ragazzi? Chi pensa a loro?

    La politica no perché non ha più nulla da insegnare… e anche perché non investe sul futuro.

    La scuola no perché si pensa agli arredi, piuttosto che a mantenere il capitale umano. Le famiglie no perché nuclei piccoli e in difficoltà quotidiana fra lavoro e stress vari.

    Ho insegnato per 30 anni e ancora adesso penso che si potrebbero fare tante cose pro-giovani se solo ognuno e con profonda coscienza credesse nei giovani e nel futuro.

    Non c’è futuro? Vero! Ma allora iniziamo tutti a costruirlo… come?

    Intanto iniziando da cosa si ha, come si fa tutti in casa propria. I ragazzi ci sono, esistono per fortuna, anche se a qualcuno disturba la loro vitalità!

    Discutiamo di questo… del perché.  E facciamo analisi costruttive, non solo critiche e chiacchiere dannose!

    Daniela Cellerini

    RISPONDE IL DIRETTORE

    Gentile Daniela, condivido qualche passaggio (pochi) della sua lettera, che pone l’accento su riflessioni spesso troppo semplicistiche sui “giovani”, che è un universo vario e pieno di tante luci che spesso rimangono, mi perdoni il gioco di parole, in ombra.

    Su un passaggio in particolare però dissento profondamente, in modo netto e categorico, e lo scrivo qui poiché è un dissenso che non può essere taciuto.

    Il suo passaggio sulle “vecchie” generazioni, oltre che incredibilmente poco rispettoso, è francamente inaccettabile. E pure miope nei confronti della pandemia stessa: basterebbero un po’ di logica e di matematica di base per capirlo.

    Non si chiude per “salvare i vecchi” (parafrasando il suo concetto) ma per salvare tutta la comunità. Anche lei. Anche il sottoscritto. Anche se non ci ammaliamo di Covid.

    Perché se abbiamo (scongiuri di rito) altri problemi, cronici o di emergenza, troviamo ospedali saturi, ingolfati, allo stremo. E impossibilitati a dare risposte.

    Anche ai giovani. Che sono fondamentali in questa fase. E lo saranno nella ricostruzione. Insieme alle altre generazioni: tutti insieme.

    Matteo Pucci

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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