lunedì 18 Gennaio 2021
Altre aree

    “Quelle foto che documentano il deposito dell’acqua di San Casciano fatto saltare dai tedeschi”

    "Costruito intorno agli anni 1935/36, poi fatto saltare dai tedeschi in ritirata nel 1944..."

    Dalle foto a documentare la piantumazione del “pino di Mussolini”, a San Casciano, si vede l’apparizione del deposito aereo dell’acquedotto, costruito intorno agli anni 1935/36, poi fatto saltare dai tedeschi in ritirata nel 1944. 

    Il complesso monastico delle Clarisse si staglia nitido sotto la neve.

    Le alberature erano giovani e vigorose, i pini dove ci sono i giochi me li ricordo ancora piccoletti nei primi anni ’50 del secolo scorso.

    In quegli  anni chi aveva tre soldi tarava su quattro mura e così fu edificato in viale Garibaldi oltre l’orto delle monache e lungo la cassia verso Siena accanto ai vecchi macelli.

    Poi ovunque ci fosse stata una strada, via Grevigiana, via Borromeo, via Cassia per Firenze, senza preoccuparsi delle fognature, tanto l’acqua va in giù dicevano, salvo poi trovarsi  a gestire un paese senza un sistema fognario canalizzato verso un depuratore.

    Anteguerra non c’erano i bagni con l’acqua corrente ma dei depositi che venivano svuotati per la concimazione dei campi ed erano molto ambiti dai  contadini che facevano produzioni orticole… .

    Poi il “progresso”: i concimi complessi, le case coi bagni e i liquami che traboccavano  le fosse settiche verso valle, o la Greve o la pesa Pesa.

    Così siamo giunti ai tempi nostri con le costruzioni difficoltose dei depuratori per convogliarvi più scarichi possibile.

    R.B.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

    Sostieni il Gazzettino del Chianti

    Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

    Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

    Leggi anche...