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sabato 18 Settembre 2021
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    “Via Roma, Tavarnelle: il prossimo anno ci sia un confronto che tenga insieme i vari interessi”

    "La mia precedente lettera in merito alla soppressione di alcuni posti auto nella zona del Fondaccio non voleva aprire una sterile polemica né creare tensioni..."

    La mia precedente lettera in merito alla soppressione di alcuni posti auto nella zona del Fondaccio, a Tavarnelle, non voleva aprire una sterile polemica né creare tensioni, ma voleva essere una semplice provocazione allo scopo di iniziare un dibattito nell’interesse dei cittadini.

    # Tavarnelle: “Il Comune recupera il suolo concesso ai commercianti con le multe ai residenti?”

    Non era neppure una “lamentazione personale”, come vorrebbe far apparire il signor Tarchiani nella sua poetica ed ispiratissima lettera pubblicata sul Gazzettino del Chianti pochi giorni fa.

    “Caro signor Tarchiani io non ho bisogno di un posto auto, credo piuttosto nel rispetto dei diritti di tutti”.

    # “Pronto a contribuire per far conoscere le attività commerciali di via Roma a Tavarnelle”

    Diciamo che è mancato da subito un confronto costruttivo e serio che tenesse conto degli interessi e dei diritti delle parti: da un lato il disagio di alcuni cittadini, soprattutto anziani, dall’altro i ristoratori e i negozianti, con le loro giuste aspirazioni dopo tanto tempo di inattività.

    E’ venuto meno quell’elemento di sintesi, che ponderasse le decisioni da prendere, non c’è stata l’informazione necessaria ed è mancato il coinvolgimento di più soggetti. Né è scaturita una situazione che ha lasciato tutti scontenti.

    Ormai tutto è ritornato nella normalità e le polemiche sembrano stemperate, ma per gli anni prossimi sarebbe importante fare tesoro dell’esperienza appena trascorsa.

    Purtroppo, la collocazione di Tavarnelle che lo pone lungo una importante via di comunicazione, se nel XIX secolo contribuì al suo sviluppo, oggi paradossalmente ne rappresenta una limitazione per i tanti vincoli, siano essi paesaggistici che strutturali.

    A maggior ragione, per il futuro saranno richiesti un impegno ed una grande disponibilità da parte di tutti, amministrazione comunale in primis.

    Infine, mi sembra fin troppo lapalissiano ritenere, caro signor Tarchiani, che i negozi aperti creano la giusta densità alle relazioni sociali, come è altrettanto scontato pensare che i rapporti umani e la crescita morale di una comunità avvengono anche e soprattutto attraverso strutture socio-culturali adeguate, iniziative e manifestazioni aggreganti, cosa che, a Tavarnelle, non mancano ne sono mai mancate.

    Anche se negli anni scorsi, qualche bandone purtroppo non ha potuto riaprire, la “gente” di questo paese non è mai stata priva di relazioni e di stimoli sociali.

    Claudio Guarducci

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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