LUIANO (SAN CASCIANO) – C'è il mago che rapisce grandi e piccini fra bolle di sapone e giochi misteriosi. L'uomo sui trampoli e la visita alle cantine. E gli stand dei giochi, in un'aia che diventa piazzale di una fiera a dir poco magica.
Ci sono le soste di degustazione, fra polpette di pane e peposo, spiedini i uva e salsiccia, tutto rigorosamente accompagnato dai vini dell'azienda. Fino al gelato servito dall'Ape e al cioccolato.
Siamo alla Fattoria di Luiano, lungo la "discesa" che da Mercatale porta verso l'Impruneta. Che si vede lì davanti, illuminata, sullo sfondo, in una delle ultimi notti in cui fervono i preparativi per la Festa dell'Uva.
A Luiano l'uva si celebra da centinaia di anni. Ci sono documenti che confermano che qui il vino si fa dall'anno Mille.

Negli ultimi sessanta è stata la famiglia Palombo a curare le vigne, raccoglierne i frutti e trasformarli in vino: oggi i due fratelli, Felicia e Alessandro Palombo (li vedete in foto sopra), diventato da poco anche presidente della Chianti Classico Company, sono chiamati a portare avanti questa tradizione.
Lo fanno in modo, ovviamente, tecnico, con passione e competenza. Ma anche portando divertimento e creatività. Ed ecco allora che per i 60 anni di vendemmia hanno organizzato, giovedì 26 settembre, la "Luiano Fun Fair". Nel solco di quel percorso di "Wine Entertainment" che porta freschezza e stupore.
Una vera e propria fiera insomma, allestita negli spazi esterni dell'azienda, con l'aia che ne diventa cuore pulsante.
Tanti gli amici venuti a festeggiare, a godersi un qualcosa di unico. A giocare al tiro all'uovo con le freccette, a sentir suonare la streetband, a mangiare le semplici prelibatezze preparate dalla "brigata di Luiano" insieme allo chef Duccio Pistolesi e al macellaio Alessandro Tozzetti.

C'è la ruota della fortuna in beneficenza per la Misericordia di Mercatale. Il sindaco di San Casciano Roberto Ciappi, il suo predecessore Massimiliano Pescini. Arriva anche Dario Cecchini, da Panzano… con furore.
Si ride. Si scherza. Si visitano le cantine insieme alla responsabile dell'hospitality Simona Errico. Accanto all'ingresso delle cantine, in cui il profumo del mosto in fermentazione è inebriante, c'è un'altalena. Divenuta anche il simbolo della Fattoria.
Che culla con dolcezza mentre lo sguardo si perde verso i vigneti sottostanti. Scandendo un ritmo che, alla fine, è il ritmo della vita. E delle vendemmie.
di Matteo Pucci
© RIPRODUZIONE RISERVATA


























