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lunedì 5 Dicembre 2022
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    Alla Collina è tornata a far sentire la sua “voce” la campana della chiesa di San Colombano

    Ripristinata grazie all'intervento del parroco don Rosario e di alcuni volontari. Il monumento, costituito dalla lapide e dalla torre campanaria, compie cento anni

    LA COLLINA (SAN CASCIANO) – Il suono della memoria si diffonde tra gli ulivi e le vigne del Chianti fiorentino.

    C’è una campana, nel territorio di San Casciano, che riecheggia per ricordare i caduti della prima guerra mondiale.

    La campana maggiore della chiesa di San Colombano a Collina che sulla parte esterna della calotta riporta incisi i nomi di dodici soldati chiantigiani, vittime della Grande Guerra, è tornata a far sentire la propria voce e a propagarla tra le colline di Bibbione e Montefiridolfi.

    Il bronzo svetta sull’antica chiesa di San Colombano a Collina di origine medievale. E con i suoi rintocchi, muti da trent’anni, ha ricominciato da qualche giorno a scandire il tempo, a battere le ore richiamando l’attenzione degli abitanti del borgo che si sono riappropriati di un eloquente simbolo della vita religiosa e di campagna.

    La torre campanaria, eretta nel 1860, accompagna le vicende di quanti hanno vissuto e vivono nei pressi della chiesa.

    Grazie all’intervento di alcuni volontari, dei residenti e del parroco don Rosario Landrini l’antica campana è stata ripristinata e con essa è stato valorizzato il grande orologio, incastonato nella parte alta della torre, il cui meccanismo non è ancora funzionante.

    La comunità ripesca nella memoria delle note il suono della campagna per celebrare uno speciale anniversario.

    Il centenario del monumento che ricorre oggi, 22 novembre, costituito dalla lapide marmorea posta all’esterno della chiesa con i dodici nomi corredati di foto dei caduti, la campana maggiore in bronzo realizzata dalla Fonderia pistoiese Terzo Rafanelli e l’orologio che fu realizzato nel 1922 in omaggio ai dodici soldati caduti durante il primo conflitto mondiale.

    Tra il 1861 e il 1862 fu don Francesco Cucchi, supportato dalla collaborazione della comunità, a predisporre la costruzione del campanile mentre il monumento fu eretto e inaugurato il 22 novembre 1922 da don Alceste Parigi con il contributo e le donazioni di alcuni residenti.

    “Il monumento che compie un secolo di vita torna a segnalare la sua presenza e a trasmettere un messaggio di pace alla comunità – dichiara il sindaco Roberto Ciappi – la campana maggiore in bronzo, nata dalla fusione di diversi metalli, continuerà ad essere il simbolo di unità al servizio di tutta la collettività”.

    “Voglio rivolgere un plauso ai volontari – tiene a dire – tra cui Paolo Calosi e i residenti nel borgo, che quotidianamente si prendono cura del monumento e della chiesa, quando una campana suona, suona per tutti!”.

    La volontà di realizzare un monumento commemorativo per i dodici caduti è attestata da un documento storico conservato nell’archivio della Diocesi, tra i registri parrocchiali.

    “Si dà pure il caso che da tempo si sta meditando di porre una memoria ai nostri 12 caduti come si è fatto dappertutto – riferisce una lettera scritta intorno al 1920 dal parroco di allora di cui non è riportato alcun nome – ed ecco com’è sorta appunto la buona idea di erigere il campanile, quasi monumento, a ricordo e memoria degli eroi che il popolo ha dato alla Patria, le cui salme, ritornando fra noi, se le autorità lo permettono, dovrebbero nel disegno concepito riposare quasi ai piedi del campanile stesso”.

    La chiesa di San Colombano a Bibbione ha origini antichissime. E’ citata in alcuni documenti alla fine del 1200 ed è dedicata al monaco irlandese, San Colombano, fondatore dell’abbazia di Bobbio.

    La chiesa di campagna ha conservato una prestigiosa tavola trecentesca raffigurante una Madonna in trono col Bambino attribuita al Maestro del Museo di Horne. Il nome di Bibbione deriva dal castello vicino, appartenente alla famiglia Buondelmonti, proprietaria dei sette castelli presenti nella Valdipesa.

    Un tempo erano i rintocchi a cadenzare le giornate lavorative dei nostri nonni, al lavoro nei campi, e a indicare loro il momento in cui prendere la via di casa per condividere il pranzo con la famiglia. Erano sempre le campane ad annunciare i matrimoni, i lutti, le feste e le celebrazioni domenicali.

    “Un suono che ci riporta indietro negli anni – conclude il sindaco Ciappi – evoca atmosfere familiari e da oggi a San Colombano in Collina tornerà ad assumere un tono solenne nel ricordo delle vittime della prima guerra mondiale.

    Sulla lapide che indica “i dodici valorosi prodi suoi che alla grandezza della patria dettero gioventù sangue e vita” sono incisi i nomi di Antonio Conticelli, Attilio Mariottini, Adolfo Innocenti, Attilio Zanobini, Giuseppe Mariottini, Alfredo Marchi, Egisto Inghilesi, Angiolo Ricci, Domenico Migliorini, Narciso Nesi, Antonio Lepri, Santi Bruni.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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