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sabato 24 Settembre 2022
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    Segni “+” in moltissimi settori: nel futuro la parte del leone la fa la tecnologia

    SAN CASCIANO – Davanti a una platea da “tutto esaurito”, si è svolta al Teatro Dante di Campi Bisenzio, nella serata di mercoledì 18 dicembre, l’assemblea ordinaria dei soci di ChiantiBanca.

     

    Appuntamento importante, per relazionare sull’andamento dell’istituto di credito nel 2013, presentare progetti e prospettive 2014. E, da ultimo, farsi gli auguri per passare serene festività.

     

    Attenzione e molti consensi per le relazioni del presidente Claudio Corsi e del direttore generale Andrea Bianchi. Sul palco assieme a loro il presidente onorario di ChiantiBanca Paolo Bandinelli e quello della Federazione Toscana delle Banche di Credito Cooperativo Umberto Guidugli.

     

    Guidugli si è congratulato con ChiantiBanca: “Non posso che fare i complimenti a una banca che rappresenta un esempio per tutto il movimento, e che spesso riesce ad anticipare le tendenze. E la grandezza della banca, che qualcuno aveva anche criticato al momento della sua formazione, è invece un grande pregio per questo istituto di credito, un esempio e un modello da seguire”.

     

    Del resto anche nel 2013, pur nelle difficoltà, siamo di fronte a numeri positivi sotto molti punti di vista. L’anno si chiuderà con un utile di rilievo, 66mila clienti e quasi dodicimila soci. Una crescita costante ed equamente distribuita su tutte e quattro le aree di riferimento: Chianti, Piana, Firenze e Siena.

     

    “Ci sforziamo di essere attori responsabili – sono state le parole del presidente Corsi – nei confronti di soci, clienti, dipendenti e istituzioni. Essere Bcc ha un senso elevato se siamo interlocutori di famiglie e aziende del nostro territorio. Serve avere capacità di ascolto e selezione, per un ruolo di responsabilità e per allocare in maniera efficace le risorse date dalla fiducia di clienti e soci”.

     

    “E’ questo uno dei nostri obiettivi – ha sottolineato – avendo sempre sullo sfondo l’onestà e la correttezza come elementi fondanti di un rapporto che si basa sull’etica. Che poi si concretizza nelle modalità di erogazione del credito”.

     

    “Rifiutiamo la logica dell’azzardo morale e della convenienza – ha concluso Corsi – atteggiamento miope e di breve periodo. Noi vogliamo relazioni stabili nel tempo e per farlo dobbiamo essere interlocutori credibili e leali. Offriamo al cuore della Toscana una banca in cui identificarsi, svolgendo un ruolo attivo in un territorio unico al mondo”.

     

    Il direttore generale Bianchi ha presentato il bilancio 2013 e le prospettive 2014, con particolare attenzione all’innovazione del modello di servizio di ChiantiBanca, basato sull’evoluzione tecnologica e degli stessi sportelli: “In questo modo – ha esordito – saremo in grado di dedicare più tempo e risorse umane alla consulenza e al contatto diretto con il cliente”.

     

    “Fra le priorità – sono state le parole di Bianchi – quella di trasformare le filiali in luoghi sempre più accoglienti, informali, per favorire la relazione e la consulenza; snellire e facilitare le operazioni di cassa grazie alla tecnologia, usando il tempo per dare ascolto al cliente e rispondere al meglio alle sue esigenze; attribuire un significato nuovo alla “presenza sul territorio”, intesa come conoscenza sempre più approfondita della realtà del luogo, delle famiglie, degli operatori economici, non come moltiplicazione numerica degli sportelli”.

     

    Fra l’altro, proprio in tema di attenzione ai territori, le tre Fondazioni nel 2013 hanno distribuito un milione e seicentomila euro, oltre alle sponsorizzazioni, mentre cresce a ritmi elevati ChiantiMutua.

     

    In sintesi quella presentata in assemblea è una riorganizzazione e riqualificazione della rete che prevede aperture di filiali di nuova generazione, semplificazioni territoriali, trasformazioni di filiali tradizionali in location telematiche.

     

    Banca come fornitrice di servizi, sempre più avanzati, ma anche come supporto diretto all’impresa. E’ il caso di “Piazzachianti”, un sostegno alla commercializzazione dei prodotti dei soci che la banca darà su due livelli. Ospitando i prodotti stessi nelle filiali, nelle teche e nei video installati appositamente; su internet con la creazione di uno spazio in cui i soci potranno avere il loro e-commerce (partenza a primavera, le adesioni si raccolgono a partire da gennaio).

     

    Insomma, tecnologia come aiuto concreto al cliente, come chiave di volta per rinsaldare ancora di più il suo legame con la banca. E raggiungere obiettivi comuni.

     

    Perché, ha sottolineato il direttore generale, “in questo momento le grandi banche stanno spostando sulle Bcc le classiche operazioni bancarie. Che la concorrenza non fa quasi più e che rappresentano costi elevati: è in atto una progressiva discriminazione a vantaggio della grande finanza, a danno di chi, come noi, dà soldi alle imprese e alle famiglie. Se non cerchiamo di contrastare questa tendenza, anche sperimentando filiali di nuovo concetto, ci escluderemo dal mercato in tempi brevissimi. Tutti dobbiamo utilizzare un po’ di più la tecnologia”.

     

    Poi, ancora numeri che parlano chiaro: “Al 30 giugno – ha spiegato Bianchi – la raccolta diretta di ChiantiBanca cresce del 6,9% contro un 4,7% delle Bcc Toscane e un 1,2% del sistema Italia. Gli impieghi scendono del 3% in Italia, dello 0,6% in Toscana-Bcc, mentre ChiantiBanca cresce del 2,1%”.

     

    Il Core Tier one è atteso intorno al 13,1%, con un patrimonio di vigilanza di circa 216 milioni di euro (circa 9 in più del 2012), una raccolta diretta che potrebbe attestarsi intorno a 1.815 miliardi ed impieghi che dovrebbero ammontare a circa 1.615 miliardi.

     

    “Per il 2014? Qualche spiraglio lo vediamo – ha concluso Bianchi – forse un pezzo di ripresa globale arriverà anche da noi. Ma servono riforme profonde del sistema del lavoro, economico, della giustizia e della tutela dei crediti. Se non vengono fatte non riusciamo proprio a intercettarla questa piccola ripresa”.

     

    Gli obiettivi di ChiantiBanca del resto sono ben fissati, da raggiungere da un lato con un attento lavoro di riduzione dei costi e ottimizzazione delle risorse (e della produttività); dall’altro con nuove idee e grande ricorso al sostegno della tecnologia.

     

    Nel 2014 infatti si punta a 5.000 nuovi clienti. E, alla fine del prossimo anno, a superare quota 14mila soci e 5.000 associati ChiantiMutua.

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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