FIRENZE – Nonostante le rassicurazioni dell'Asl Toscana Centro (sul fatto che gli otto giorni in agosto senza medico a bordo delle ambulanze della Misericordia di San Casciano sia solo una situazione di passaggio, dovuta alle carenze di organico estive), la Fismu (Federazione Italiana Sindacale dei Medici Uniti) lancia l'allarme rosso sul tema.
Lo fa proclamando uno "sciopero a tutela della cittadinanza di Figline-Incisa – si legge in una nota – nonché dei medici del servizio 118. Nonostante i vani avvertimenti indirizzati all’azienda Usl Toscana Centro di interrompere e sottoporre ad attenta valutazione di rischio clinico il progetto che prevede il simultaneo impiego del medico di emergenza territoriale sia nel pronto soccorso Serristori che in risposta alle emergenze territoriali stesse. E visto il fallito tentativo di mediazione in Prefettura con la partecipazione della parte pubblica e dei sindacati Snami e Fismu del 9 agosto scorso".
Per questo venerdì 9 agosto, nella Sala Assembleare dell'Ordine dei Medici di Firenze, è stata organizzata una conferenza stampa relativa alla proclamazione di uno sciopero dei medici del Settore 118 dell'Ausl Toscana Centro per il mese di settembre, inerente in particolare la postazione di automedica di Figline".
"Dove – si rimarca – le tempistiche di intervento sui pazienti extraospedalieri sarebbero inevitabilmente aumentate, come per altro già sperimentato ad Empoli alcuni anni fa. La cura dei pazienti intraospedalieri sarebbe compromessa come continuità e come qualità trovandosi nel serio rischio di essere abbandonati a metà visita o trattamento. Verrebbero gravemente messi a rischio gli obblighi deontologici di prestare soccorso e di continuità della cura stessa (art 8 e 23 del cod. deontologico medico)".
"A questi gravissimi rischi alla salvaguardia della salute pubblica – si spiega ancora – si aggiunge: la totale contravvenzione del diritto del lavoro. Il lavoro promiscuo in due ruoli contemporanei non è contrattualmente possibile sia per dipendenti che per convenzionati in quanto afferenti a due strutture differenti (pronto soccorso Serristori e 118). Si lascerebbe i medici ad operare senza alcuna tutela assicurativa in quanto si tratterebbe di lavoro diverso da quello per cui sono stati assunti. Si aggiungerebbe un carico di lavoro con esposizione a rischi di vario genere (biologico, di aggressioni, stress lavoro correlato) assolutamente ingiustificati e non previsti dalla vigente regolamentazione".
"Tali decisioni – sono ancora le parole del dottor Jacopo Scala (responsabile Toscana settore emergenza Fismu) e del dottor Raffaele Gaudio (responsabile nazionale settore emergenza Fismu) – sono state imposte senza nessun accordo integrativo aziendale, come previsto dalla legge, né tantomeno senza alcuna delibera. Il progetto viene proposto dopo una serie di diffide in tal senso proposte da varie organizzazoni sindacali senza che vi sia stata consultazione delle stesse ignorando e negando così la possibilità della doverosa partecipazione delle rappresentanze dei medici".
"Deve essere inoltre stigmatizzato il comportamento dell’azienda Usl Toscana Centro – si rilancia – quando, sostituendo il servizio di emergenza medica alla postazione di Incisa Valdarno con un servizio di emergenza infermieristica, assicura che non vi saranno ricadute sulla qualità dello stesso ribadendo che, pur consapevoli dell’eccellente lavoro svolto dagli operatori infermieristici, il livello assistenziale dell’emergenza medica e di quella infermieristica non sono paragonabili per le evidenti differenze di formazione degli operatori nonché delle dotazioni tecniche utilizzabili".
"Da sempre – si dice ancora – Snami e Fismu sono state favorevoli all'impiego del medico del 118 in pronto soccorso, ma in orario diverso da altro impegno lavorativo e dopo regolamentazione contrattuale con i sindacati di settore, in quanto la contemporaneità di due lavori espone a rischio clinico e a rischio organizzativo il medico e conseguentemente la stessa salute del paziente".
"Stiamo assistendo – si conclude – da parte pubblica di rimediare, mettendo a rischio la salute dei cittadini e il lavoro dei medici, alla mancata previsione della carenza del personale medico, aver fatto nuove assunzioni che dovevano essere previste per tempo e che attualmente oltre ai comuni citati mettono a rischio anche l’assistenza nei comuni di San Casciano e di Campi Bisenzio".
di Redazione
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