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venerdì 1 Luglio 2022
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    Roberto Falagiani, da San Frediano a San Casciano, per ritrovare l’aria di casa

    Conosciutissimo per le medaglie e le coppie che incide, vende anche abbigliamento sportivo a tante società

    SAN CASCIANO – C’era una volta un ragazzo cittadino, ma non come siete abituati a pensare: la sua casa aveva un gusto speciale, quello del rione di San Frediano. Tra le storie di vecchi artigiani, sapori ormai persi e bottegai si aggirava un giovane di nostra conoscenza, che non restituiremmo a Firenze mai e poi mai.

    Roberto Falagiani è arrivato a San Casciano nell’80: “Abitavo in Via dei Serragli – racconta – e quando s’usciva ci si fermava di continuo a salutare. Conoscevo l’ortolano, il pizzicagnolo e calavo il cestino dalla finestra per farmi dare la roba. Poi ci siamo trasferiti a Legnaia e non si parlava nemmeno con quello che stava di sopra”.

    “Nel paese – sorride – ho ritrovato l’aria del rione in cui sono nato. A San Casciano, le prime persone che mi hanno accolto sono state la Paola Macucci, che mi faceva il panino, e Marino, che mi vendeva il giornale. Ci venivo anche quando non lavoravo e portavo insù la mia moglie il finesettimana. Così nel ’91 ho deciso di tornarci di casa dopo 10 anni che facevo avanti e indietro. Mi godo finalmente Firenze da turista. Sono convinto che non potrei più abitarci, ma guai a chi me la tocca!”.

    “Il mio primo impiego – ricorda – è stato al Pecchioli Gomme, d’estate. Poi ho dato un dolore alla mia mamma, perché non avevo più voglia di studiare. Trovai la Fan-Cor su un giornale d’annunci. Il nome veniva dall’inizio dei cognomi dei due soci. Facevo l’operaio incisore, poi divenni socio e dopo i soci decisero di scambiarci i ruoli”.

    “A San Casciano s’è seguito la Sirio Panel, che rappresentava tanta parte del nostro fatturato. Ma io ero un artigiano puro – puntualizza – mentre ora si lavorava per la marina militare, con una precisione diversa e che io dovevo imparare”. Roberto è un lavoratore instancabile, che non ha mai smesso di reinventarsi per fronteggiare le difficoltà: “Nel ’91 – prosegue – la Guerra del Golfo portò un tracollo alla ditta aerospaziale, così abbiamo cominciato ad inventarci altre situazioni. S’andava ad attaccare i numeri civici in giro per il mondo e tra una cosa e l’altra si diventò la prima azienda per l’incisoria in Italia. Nel 2008, con l’ultima crisi e il crollo dell’incisoria, ci siamo agganciati all’abbigliamento sportivo che ci ha tenuti a galla. Adesso pare che stia ripartendo anche il nostro mercato iniziale”.

    La Fan-Cor di Roberto ha dato lavoro a tante persone del paese: “La mia vita è stata un susseguirsi di adattamenti per orgoglio di non mandar mai a casa nessuno. Dal punto di vista commerciale – afferma – le abitudini sono cambiate. Una volta si era diffidenti verso la dislocazione delle attività fuori delle mura, mentre adesso si preferisce uscire dal centro, proprio per motivi tecnici. Per noi, spostarsi al Calzaiolo dal Borromeo fu una scommessa, che però c’ha dato ragione”.

    A San Casciano, Roberto è conosciuto anche per l’attività di premiazione sportiva: “Con tutti i bambini che vincono medaglie o coppe – continua – in ogni casa c’è qualcosa di mio”. Da 15 anni gravita nell’ambiente dell’U.S. Sancascianese e con la vendita di abbigliamento sportivo serve tante società della zona. Partecipa al volontariato, nel calcio e con la sua Contrada del Cavallo.

    “Il motivo per cui mi sento sancascianese – tiene a dire – è che ho voluto vivere questo paese come se ci fossi nato. Alla fine ho passato più tempo qui che in qualsiasi altro luogo. Vedo un paese vitale, dove si vive bene e con tante opportunità per i giovani, tra feste e manifestazioni per conoscersi e stare insieme. Ci invidiano tutti perché c’è sempre qualcosa, soprattutto verso l’estate. Non riesco a dire cosa vorrei per San Casciano, perché io ne sono innamorato! Offre tanto a livello commerciale e qualità anche coi nuovi arrivati. Chi ci guida ha creduto nello sport, curato la parte ricreativa e tenuto molto anche all’ambiente, senza urbanizzare a destra e sinistra”.

    “Auguro ai Sancascianesi di amare questo paese come lo sto amando io, perché tendono a essere critici, invece bisognerebbe essere così bravi da apprezzare quello che si ha”. L’edificio più vicino a casa di Roberto è la Chiesa di San Quirico: “Tutti i giorni mi siedo davanti alla finestra, guardo fuori e mi sembra di vedere un quadro. Devo essere sincero”, conclude. “Il paesaggio che vedo mi apre il cuore”.

    Certe parole riferite a San Casciano ci fanno per forza lo stesso effetto e ci sentiamo meno soli davanti a quegli occhi pieni di passione ed emozione che spiccano per la loro trasparenza.
    Per tutto l’amore che riesce a trasmettere, non possiamo che dire “Grazie Roberto!” e sperare di resistere con la sua stessa forza qualora il vento ci fosse avverso.

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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