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venerdì 19 Aprile 2024
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    FOTO / Carnevale Medievale Sancascianese, gli spettacoli: la contrada del Gallo (quinta)

    È stata “Il gatto con gli stivali”, la storia narrata da Charles Perrault e prima ancora da Giovanni Francesco Straparola, la "carta fantasy" calata nella dimensione medievale dalla contrada del Gallo

    SAN CASCIANO – Ha chiuso un po’ più distante dalle altre quattro contrade, tutte racchiuse in meno di 10 punti, la contrada del Gallo.

    Che oggi, domenica 26 marzo, nell’edizione 2023 del Carnevale Medievale Sancascianese ha chiuso al quinto posto con 55 punti.

    È stata “Il gatto con gli stivali”, la storia narrata da Charles Perrault e prima ancora da Giovanni Francesco Straparola, la “carta fantasy” calata nella dimensione medievale dalla contrada del Gallo.

    Una fiaba antica che ha più di 500 anni di storia, letta, narrata e condivisa ad alta voce, che è diventata il luogo d’incontro e di scambio tra un racconto dell’immaginario, ambientato nel Medioevo, e la vita sociale della contemporaneità che affiora con alcune delle sue tematiche più attuali.

    Nei sogni colorati delle favole, che uniscono intere generazioni e viaggiano attraverso il mondo, nella magia della parola narrata legata alla tradizione orale, la contrada del Gallo, guidata da Larissa Frosali, ha cercato l’occasione per spiegare e interpretare in chiave teatrale valori e sentimenti, vissuti in ogni tempo e in ogni luogo perché connaturati all’esistenza umana.

    “L’idea che intendiamo realizzare è quella di raccontare una fiaba – aveva dichiarato Frosali presentando la loro idea – caratterizzata da ambientazioni, costumi, atmosfere, oggetti, propri dell’epoca medievale per lanciare un messaggio universale che riflette sull’importanza di creare relazioni, collaborazioni, reti di solidarietà tra le persone”.

    “Sulla necessità – aveva aggiunto – di sostenere gli ultimi, aiutare i diversi ad emergere, a credere in se stessi e sentirsi autonomi e capaci di vivere le stesse opportunità e gli stessi diritti di tutti gli altri”.

    “La nostra è una favola medievale che vuole offrire uno specchio della complessità contemporanea – aveva concluso – noi siamo il prodotto di tutte le debolezze che riusciamo ad affrontare e superare, è questo il messaggio che vorremmo lanciare”.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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