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mercoledì 28 Settembre 2022
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    Pescini: “Non deve essere imposta da nessuno, ma capita come un miglioramento per tutti”

    SAN CASCIANO – Ha seguito con interesse (e anche un po' di dispiacere) le cronache che in questi giorni sul Gazzettino del Chianti hanno dato conto della rottura fra Sancascianese e Cerbaia nel percorso per fondersi in un'unica società calcistica.

     

    Prima la rabbia del presidente della Sancascianese Aldemaro Becattini (clicca qui per leggere l'articolo), poi le riflessioni del suo collega di Cerbaia Luca Presciutti (clicca qui per leggere l'articolo). Infine ancora le parole di Becattini, convinto di poter arrivare alla fusione solo dopo un accurato "rinnovamento" dei rispettivi consigli delle due società (clicca qui per leggere l'articolo).

     

    Adesso tocca al sindaco di San Casciano, Massimiliano Pescini, stimolato dallo stesso Becattini ("Il Comune dovrebbe affidare gli impianti a società con almeno 50 soci e premiare chi fa scuola calcio e settore giovanile"), far sentire la voce dell'amministrazione comunale. Sul fallimento di un percorso sul quale in Comune si puntava molto.

     

    "L'amministrazione – esordisce Pescini – è sempre disponibile a lavorare per la trasparenza e per favorire la reale rappresentanza sociale delle società ed associazioni. Le considerazioni dei due presidenti, che stimo molto e dei quali apprezzo il lavoro, tendono a lasciare porte aperte ad un lavoro comune, a superare le divisioni, a vedere le difficoltà presenti, che è giusto non negare o nascondere, come un passaggio doloroso".

     

    Insomma, nessuno pensava che si potesse certo procedere in automatico: "La fusione non deve essere imposta da nessuno – rilancia il sindaco – ma capita da tutte le società sportive di San Casciano (e qui forse c'è un messaggio anche al sempre contrario Mercatale, n.d.r.) come qualcosa che migliorerebbe le possibilità di tutti, e permetterebbe di sfruttare al meglio tutti gli impianti e le loro potenzialità".

     

    "E' giusto – sottolinea Pescini – continuare a confrontarsi, e io sono qui per ascoltare e favorire i processi del futuro. Nessuno, neanche il sindaco, può o vuole imporre nulla, ma ciascuno può operare per fare del bene, rispettando gli altri".

     

    "I campanili sono bellissimi – conclude – e non devono essere dimenticati, ma la gestione delle cose non può non tenere conto dei tempi che viviamo.  Non lo dico dall'alto, ma nel mezzo dei cambiamenti che ci attendono e che, da sindaco, penso sia meglio anticipare piuttosto che subire".  

    di Matteo Pucci

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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