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mercoledì 8 Dicembre 2021
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    Green Pass, CNA Chianti: “Solo a San Casciano oltre 1.200 i non vaccinati a cui serve tampone”

    La presidente Veronica Cei: "Sosteniamo da sempre il Green pass sui luoghi di lavoro, ma i costi per le piccole imprese possono non essere indolori"

    SAN CASCIANO – All’entrata in vigore del provvedimento che obbliga lavoratori pubblici e privati a possedere ed esibire il Green Pass per accedere ai propri posti di lavoro, CNA Chianti fa una stima della platea che, solo nel comune di San Casciano, dovrà sottoporsi a tampone, oppure rinunciare a lavoro e conseguente stipendio.

    L’elaborazione dell’associazione fa riferimento ai dati dell’Asl Toscana Centro aggiornati all’11 ottobre.

    Per il comune di San Casciano, su una popolazione in età lavorativa (18-69 anni) di 10.738 individui, hanno ricevuto almeno una dose di vaccino 9.171 persone.

    “Al netto di disoccupati – spiega l’associazione – inoccupati, studenti, pensionati e lavoratori in smart working che insistono in questo range di età, CNA stima nell’11,8% dei residenti coloro che si troveranno sprovvisti di vaccino: circa 1.269 persone che dovranno sottoporsi a tampone ogni 48 ore, oppure rimanere a casa, smettendo temporaneamente di lavorare”.

    “Numeri – dice CNA – che potrebbero dare il là ad un vero e proprio business dei tamponi da 19mila euro (a prezzo calmierato) solo nelle prime 48 ore a cavallo dell’entrata in vigore del provvedimento”.

    “Abbiamo sostenuto l’introduzione dell’obbligo di Green Pass da subito, quale misura per evitare in futuro misure maggiormente restrittive e penalizzanti per le imprese derivanti da una circolazione intensa del virus. La misura, però, impone costi organizzativi che per le piccole e piccolissime imprese possono non essere indolori” commenta Veronica Cei, presidente di CNA Chianti.

    Il riferimento va, secondo CNA, “alla difficoltà nell’eventuale sostituzione di dipendenti non in regola con la normativa”.

    “Se le grandi imprese – sostiene l’associazione – hanno la possibilità di formare un nuovo dipendente in tempi più o meno rapidi, così non è per le imprese di piccole dimensioni, dove, la maggior parte delle volte, è il datore di lavoro stesso a istruire i dipendenti”.

    “Per non parlare poi – conclude CNA Chianti – dell’alta qualificazione che l’artigianato richiede: trovare lavoratori specializzati in un lasso di tempo sostenibile potrebbe risultare difficile e la catena produttiva o dei servizi potrebbe interrompersi”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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