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domenica 21 Luglio 2024
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    Inaugurato il Cappellone di Sant’Antonio Abate al monastero delle Clarisse: una meraviglia

    Pomeriggio partecipatissimo quello del 27 settembre scorso al monastero in viale San Francesco: torna a splendere un luogo aperto a tutta la comunità sancascianese

    SAN CASCIANO – Un doppio evento quello che mercoledì 27 settembre ha visto affluire presso il monastero delle Clarisse, nel viale San Francesco a San Casciano, tantissime persone.

    Stiamo parlando dell’inaugurazione del Cappellone di Sant’Antonio Abate, appena finito di restaurare; del taglio del nastro per un nuovo mezzo adibito al trasporto disabili.

    Grazie all’abbadessa Suor Maria Livia e alle consorelle, insieme all’Associazione Plantula APS, lo spazio che per anni aveva funzionato come palestra comunale, per trent’anni come falegnameria, poi magazzino, avrà una funzione importante per la vita sociale sancascianese.

    Nel 2016 fu restaurato il tetto, in quanto pericoloso. Ma il desiderio era quello di ridare vita vera al Cappellone, affinché ne potesse usufruire la gente del paese.

    “Così, come un battito di ali e un po’ di coraggio – ha detto Suor Livia prima del taglio del nastro – abbiamo deciso di rimetterlo a posto”.

    Ospite anche il Provinciale dei Frati Minori, Padre Livio Crisci, che ha ricordato un po’ di storia del Monastero, rammentandone anche il vecchio nome, Convento la Croce.

    “Forse i più anziani di voi si ricorderanno quando qui vi erano i Frati Minori – ha detto ai presenti Padre Livio Crisci – ma è grazie alle sorelle che questo luogo ha mantenuto il carisma francescano, e per questo le ringraziamo tanto. Quando si riesce a trovare una soluzione come questa poi, è una vera gioia”.

    Così alla presenza di Barbara Cattani, presidente di Plantula APS, del sindaco di San Casciano Roberto Ciappi, dell’assessora Maura Masini, della popolazione (che ha molto atteso questo momento), Padre Livio Crisci ha tagliato il nastro. E il Cappellone ben presto si è riempito in tutto il suo spazio.

    Dopo la prima benedizione, Padre Livio si è portato all’esterno, dove era parcheggiato un coloratissimo Fiat Doblò attrezzato con pedana idraulica per il trasporto di persone disabili, o anziane non deambulanti.

    Doblò che è stato donato dalla famiglia Rinaldi: il marito e i figli avevano preso il mezzo per agevolare gli spostamenti di Gemma, che però è venuta a mancare il giorno dopo l’arrivo del mezzo. Ed ecco allora la decisione, ovvero quella di donarlo a Plantula.

    “Un giro con Gemma”: il Doblò in accordo con la famiglia donatrice è stato battezzato così. E andrà a esaudire i desideri di piccolo movimento per chi vive una disabilità: una gita al mare anche, o una visita in città.

    Rientrati nel Cappellone, ha preso la parola Barbara Cattani: “Plantula è un’associazione di promozione sociale, ente del terzo settore senza fini di lucro. Supportiamo le nostre amiche Clarisse, custodi di questo luogo, anche nella gestione di questo spazio, riportato ai suoi fini benèfici”.

    “Siamo fiduciosi – ha concluso – che le iniziative che si svolgeranno nel Cappellone avranno un buon seguito; e certi del fatto che gli introiti di questi eventi saranno spesi con attenzione, in aiuto dei bisognosi”.

    “Il Cappellone è nato nel 1595 – ha ricordato Suor Livia – dallo stesso sogno di dodici buoni uomini di San Casciano, che insieme al padre guardiano del tempo cominciarono quest’opera”.

    “Non è stata mai una cappella per la preghiera – ha precisato – ma una cappella dedicata ad attività caritative. Oggi abbiamo le “Donne del Cappellone”, un gruppo di persone che si è messo insieme senza una volontà precedente, pronte a sostenere chiunque voglia fare qualcosa di bene per gli altri. Un grazie va a tutte le persone che ci hanno aiutato, prima di tutto con il cuore e poi con le mani”.

    La descrizione dei lavori eseguiti è stata fatta dall’architetto Giovanni Gargani, mentre il sindaco Roberto Ciappi ha ringraziato a nome della comunità: “Se tutto questo è stato possibile è grazie a Suor Livia e alle Sorelle Clarisse, e prima ancora a Suor Fernanda Dima, che ci ha lasciato prematuramente. E all’Associazione Plantula”.

    “Di recente – ha sottolineato il primo cittadino sancascianese – Papa Francesco ha detto una frase che mi ha colpito: “Nessun uomo deve guardare un’altro dall’alto verso il basso, lo può fare soltanto per tirarlo su, per sollevarlo”. Questo è un luogo per sollevare tutte le persone e tutti noi: per spingerci a fare qualcosa di meglio per noi stessi e per la nostra comunità”.

    Poi, la sorpresa: la bellissima esibizione di dieci ragazze, dagli 8 ai 22 anni, facenti parte della scuola “Ecole de Danse” di Larciano, direttra da Tatiana Tkatchenko; che si sono esibite in una performance di danza aerea sotto l’attento sguardo dell’insegnante, Maria Virginia Carli.

    Angeli in volo che, accompagnati da musiche sacre, hanno fatto stare tutti i presenti con lo sguardo rivolto in alto, strappando tanti applausi.

    Le ragazze erano: Virginia Martinelli, Linda Leporatti, Viola Manetti, Giada Luchi, Alessia Ponsiani, Giorgia Del Bino, Gaia Selmi, Giulia Selmi, Olivia Monticelli, Siria Bettiol.

    Atlete di alto livello che si sono aggiudicate importanti medaglie nelle varie competizioni agonistiche, anche a livello mondiale. Bellissimo, infine, l’abbraccio di queste ragazze con Suor Livia.

    La serata è terminata, con un buffet servito dalle instancabili “Donne del Cappellone” e musica dal vivo. 

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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