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domenica 2 Ottobre 2022
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    Emozionante inaugurazione della mostra in memoria di Fernando Cubattoli

     

     

    MERCATALE (SAN CASCIANO) – Emozionante, coinvolgente, rispettoso: si potrebbero sprecare aggettivi per descrivere l'apertura della mostra dedicata a Fernando Cubattoli, "Ciao Cuba" (rimane aperta fino a giovedì 25 luglio) presso il Centro Lotti di Mercatale.

     

    Il paese chiuso al traffico, tantissime persone venute a testimoniare il proprio affetto verso un uomo che ha saputo farsi amare e rispettare. Molte di loro, splendide, hanno deciso che c'era da fare qualcosa per onorarlo al meglio, ed ecco l'idea: allestire una mostra dentro quel Centro Lotti dedicato, appunto, all'amatissimo nonno di Fernando.

     

    L'hanno letteralmente trasformato: quella stanza, che nessuno si offenderà se definiamo anonima, è diventata calda, accogliente. Lo è a maggior ragione oggi, con dentro le foto e i ricordi della vita di Fernando: il triciclo, la bici, la Vespa, le copie de "L'Unità".

     

    Ma lo sarà anche domani, perché anche se Fernando non c'è più, grazie all'opera di queste persone, è riuscito a lasciare ancora qualcosa per gli altri: una stanza, appunto, che è un fiore all'occhiello per il paese.

     

    Prima dell'apertura della mostra una toccante messa in scena da parte di "Percorsi teatrali", che con delicatezza  ha ripercorso alcuni aneddoti della vita del Cuba. Nato contadino, nella miseria, diventato un punto di riferimento nella Cna, nel sindacato, nella politica.

     

    Hanno iniziato parlando di "Casa cubattoli" nel 1942. Di Fernando che con due occhi sbarrati guarda gli oggetti sul tavolo, dove è dispiegato l'occorrente per le cartucce. Le fanno il babbo e lo zio: a un certo punto il bambino accende un fiammifero che va a finire sulla polvere da sparo. Fiamma e boato. Tutti in piazza pensano a una bomba. In casa, al terzo piano, spuntano quatto neri adulti, storditi ma salvi. Sotto alla tavola, a gambe all'aria, c'e' un bambino che ride a gambe all'aria.

     

    Poi il giorno più lungo, nel 1943: il fronte era a Panzano, le cannonate passavano sopra al tetto. Nel rifugio una ventina di sfollati. Tutti sudici coi buchi del naso neri dal fumo. Passavano i tedeschi in ritirata, si sentivano da lontano. Uno fece capire che voleva disertare, gli dettero dei vestiti da contadino, pieni di ramato. La mattina dopo non c'era più.

     

    Poi però arrivarono le SS, erano "inveleniti", ammazzarono tutte le galline, il maiale lo arrostirono facendo il fuoco in mezzo alla cucina. Quando si fece giorno riconobbero le foglie delle patate, si fiondarono nel campo a prenderle. Fecero uscire tutti dal rifugio e schierare nell'aia sotto le cannonate. Puntarono il mitra addosso al piccolo Fernando, il nonno Gianni si offì' al suo posto. Il fronte avanzava: presero il carro, i bovi e il nonno che tornò dopo due giorni.

     

    La politicia divenne presto una passione per Fernando. Anni '50: lui era solo un operaio, ma già si occupava di politica e di sindacati. Non avendo mezzi aveva bisogno di un assistente per gli spostamenti: ed ecco l'amico di una vita, Ilio Lazzerini, che aveva una Vespa 98. Ma uno sapeva guidare il giusto, l'altro sapeva star dietro ancora meno: e allora erano cadute tremende sulle strade sterrate intorno a Mercatale, e grandi spinte alla Vespa sulle ripide salite. La politica allora l'era faticosa.

     

    E poi i ricordi dei tempi della Cna, le trattative con i direttori di banca per garantire credito agli artigiani, la sottoscrizione delle tessere di partito… . Si sarebbe potuti andare avanti per giorni e giorni: del resto sembrava quasi di sentire la voce di Fernando, che quando parlava o raccontava storie incantava.

     

    Fernando che ritroviamo in una mostra che, grazie all'uso di tantissime fotografie e oggetti di vita quotidiana, ne ripercorre tutta la vita. L'infanzia, l'adolescenza, le passioni, la politica, gli amici. In un'atmosfera intima, calda: sembra quasi di vederlo spuntare… da un momento all'altro.

     

    La mostra si può visitare fino a giovedì 25 luglio: domenica 21 e lunedì 22 ore 9.30-12.30 e 18-23. Negli altri giorni dalle 21 alle 23.

    di Matteo Pucci

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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