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martedì 27 Settembre 2022
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    Elezioni? “Candidatura Pescini strada maestra”. Partito? “Adesso un congresso nazionale sereno”

    SAN CASCIANO – Classe 1983, un mix barginese-montigiano (ovvero delle frazioni del Bargino, dove è stato presidente del circolo Arci fino a pochi mesi fa, e di Montefiridolfi, dove si esibisce come mediano – di rottura – nella squadra di calcio degli amatori), consigliere comunale del Partito democratico (del quale era segretario per il circolo di San Casciano)… . E, da alcuni giorni, segretario dell'unione comunale del Pd.

     

    Va proprio detto che Niccolò Landi (nella foto sopra è quello a sinistra durante una Festa democratica a San Casciano, accanto a lui Loriano Nuzzi, mercatalino doc, storico "distributore" dei secondi piatti…) è uno di quelli che si impegna sempre in prima persona nelle cose in cui crede. Del resto la democrazia inizia proprio… dalla partecipazione. Il Gazzettino del Chianti lo ha incontrato all'indomani della sua nomina.

     

    Landi, nuovo segretario comunale del Pd sancascianese: ma è proprio vero quel che si sente sempre in giro, che qui a San Casciano è un partito sempre unito, compatto, …

     

    "C’è grande tradizione a San Casciano in questo senso, il nostro è un partito dal dibattito interno quotidiano, vivace e non di rado ruvido. Ma la prima cosa che si impara è che tra persone serie le decisioni prese poi si difendono tutti insieme. Sono risultati di cui essere orgogliosi, devono esserlo in particolare Letizia Giuliani che ci ha guidato in anni non certo facili senza una polemica, e Francesco Nieddu che ha affrontato passaggi delicatissimi senza che il gruppo consiliare si sia mai diviso. L’unità vera è sempre il frutto di un lungo e faticoso lavoro di condivisione, non deve mai ridursi ad un mero compromesso per non litigare altrimenti non dura: cosa penserebbe la nostra gente se a livello locale ci dividessimo in egocentrismi e tristi lotte di potere come nel caso della mancata elezione di Prodi all'indomani di quello che sembrava un accordo unanime? Ci prenderebbe per pazzi e farebbe bene a lasciarci soli con le nostre polemicucce. In una battuta, proviamo ad essere il partito che vorremmo vedere ad ogni livello".

     

    C'è un congresso nazionale alle porte che con una figura come quella di Matteo Renzi è diverso da tutti i congressi del passato: come lo vive chi, come lei, da anni si impegna all'interno del Pd?

     

    "Non dobbiamo cedere alla tentazioni di parlare solo di cognomi, il Pd è un progetto dalle grandi potenzialità, unire le culture che hanno scritto la Costituzione per cambiare il Paese. Purtroppo, nonostante questo, a sei anni dalla nascita non ci siamo ancora dati un'identità. Questo congresso comunque vada darà al partito una direzione precisa ma, inutile nasconderlo, tra la nostra gente c’è chi teme di non sentirsi più a casa. Io non sono di questo avviso, in un partito si portano le proprie idee e si combatte lealmente per farle diventare maggioranza, accettando che talvolta ciò non accada. Chiunque vinca questo congresso lo vincerà secondo le regole che ci siamo dati e guiderà il Pd rispettando queste stesse regole fino al prossimo congresso. Quando potremo cambiarlo giudicando il suo lavoro. La complessità dei nostri meccanismi è diventata una barzelletta (ed alcuni vanno ripensati), ma dobbiamo essere orgogliosi della nostra democrazia interna, un lusso che pochi partiti possono permettersi. In sostanza, non so cosa succederà ma chi nel prossimo futuro non si sentisse pienamente rappresentato non cerchi scorciatoie e non si abbandoni al disimpegno. Sia leale col partito e lavori alla luce del sole per un Pd che gli somigli di più".

     

    Quali gli obbiettivi che si pone nel suo nuovo ruolo?

     

    "C'è molto da fare: nelle prossime settimane ci impegneremo a garantire lo svolgimento di un congresso nazionale sereno, onesto e partecipato come lo sono stati quelli locali. Dobbiamo portare i democratici sancascianesi nel Pd del prossimo futuro senza lacerazioni. Subito dopo l’attività politica del partito sarà diretta alla costruzione del programma per le prossime elezioni amministrative e alla scelta delle persone giuste per realizzarlo: una sfida affascinante da condividere come cinque anni fa con Sel, le altre forze della coalizione ed un grande numero di sancascianesi: è questo il grande obbiettivo di questi primi mesi. Per quanto riguarda l'iniziativa politica sul territorio auguro buon lavoro ai nuovi segretari di Circolo Luca Cioni (Cerbaia), Guido Gamannossi (San Casciano) e Mauro Moriani (Mercatale). Insieme a loro proveremo a fare sintesi in un momento di grande complessità affiancando, quando necessario, all'attività politica quella formativa, cercando di recuperare chi si è allontanato e proseguendo il percorso di “immersione” del Pd nella società. Abbiamo a disposizione una grande ricchezza di risorse umane che sono orgogliose di vivere, crescere e impegnarsi a San Casciano: coinvolgerle nel nostro lavoro è un dovere verso la comunità oltre che un preciso obbiettivo politico. Poi dobbiamo far sentire la presenza dei democratici sui temi del lavoro, dalle aziende in crisi a quelle che per fortuna ancora investono, puntare forte sul ruolo dei coordinamenti territoriali a partire dalla Zona Chianti per discutere con dignità di Città Metropolitana e accesso a Firenze, investire su una Festa democratica che diventi ufficialmente “comunale” e sia un riferimento politico sempre più importante per tutta la zona… sarebbe un elenco molto lungo".

     

    Nel maggio 2014 si vota per il rinnovo dell'amministrazione comunale: quale il percorso che seguirà il partito a San Casciano? Tutti d'accordo nel chiedere la disponibilità al sindaco Pescini di candidarsi per un secondo mandato?

     

    "Siamo in tempi di emergenza assoluta per gli enti locali, eppure nella società sancascianese c’è consenso nei confronti di questa amministrazione e la candidatura di Massimiliano Pescini per un secondo mandato per noi è la strada maestra. Abbiamo già avviato il discorso decidendo tuttavia insieme al sindaco di fare le cose senza improvvisazioni, con i tempi giusti e soprattutto nelle sedi opportune: abbiamo condiviso ed avviato un percorso parallelo che prevede da una parte un ciclo di incontri della giunta con i cittadini per fare un bilancio “sul campo” di questi cinque anni. E dall’altra una consultazione interna agli organismi del partito in ordine agli obbiettivi politici che ci eravamo dati, un lavoro attento alla ricerca di quelle conferme qualificate e condivise indispensabili per una scelta di questa importanza. Terminata ragionevolmente entro la fine dell’anno questa fase insieme a Sel, una forza con la quale abbiamo lavorato con grande profitto, e a tutta la coalizione costruiremo un progetto coraggioso, aperto e partecipato per i prossimi cinque anni del nostro territorio. Io sono convinto che nonostante le difficoltà in cui devono lavorare i comuni ci siano tutte le possibilità per fare bene".

    di Matteo Pucci

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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