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giovedì 6 Ottobre 2022
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    Isadora Bilancino scrive dal cuore della città turca: “Vedo altruismo e coraggio”

    Essendo cresciuta a Sant'Andrea in Percussina, piccola e graziosa frazione del comune di San Casciano, a volte non riesco neanche a credere di vivere adesso in una delle metropoli più grandi del mondo.

     

    Si stima che la popolazione di Istanbul sia arrivata a 14 milioni nel 2012, giungendo ad essere perciò la città più grande di Europa. Il quartiere dove vivo, sulla parte asiatica della città, ha più abitanti di Firenze.

     

    Sono abituata ad avere vigneti e oliveti attorno a me. Qua ci sono case su case, moschee, strade affollate, una miriade di negozi sempre pieni di gente; eppure mi sento a casa, tra gli atteggiamenti ospitali dei turchi e la bellezza della città.

     

    Mi sono sentita a casa anche durante queste proteste. Mi sono sentita parte di un movimento grande e potente, quando la sera del 31 maggio gli abitanti del mio quartiere si sono ritrovati alle 4 di notte e hanno attraversato in migliaia il Ponte del Bosforo, camminando 15 kilometri per raggiungere il luogo dell'occupazione e dare man forte a coloro che cercavano di resistere agli attacchi della polizia nel parco.

     

    Mi sono sentita piena di orgoglio quando ho visto i manifestanti ripulire la piazza alle prime luci dell'alba di domenica, quando ho visto i dottori volontari aiutare i feriti per strada e gli avvocati schierarsi dalla parte dei manfestanti.

     

    Le proteste ad Istanbul, che ormai durano da due settimane, sono state qualcosa di molto diverso rispetto alle nostre manifestazioni. Inanzitutto perché non ci sono partiti politici dietro l'organizzazione dell'occupazione del parco o delle proteste, seconda di poi perché a discapito di ciò che fanno passare in televisione e sui giornali, i gruppi estremisti sono molto meno e molto meno violenti, terzo perché la polizia fa un uso spropositato dei gas lacrimogeni e degli idranti, evitando gli scontro corpo a corpo, ma creando una frustrazione perpetua e crescente negli animi delle persone.

     

    Ragioni della protesta e assenza dei partiti
     

    L'assenza di partiti politici permette al movimento di essere molto inclusivo, poiché riunisce tutti coloro che si vogliono opporre alle politiche urbanistiche e paesaggistiche del Premier Turco Recep Tayyip Erdoğan e del suo partito AKP.

     

    La demolizione del parco é solo una delle grandi opere del Premier, tra cui ci sono anche la costruzione di un terzo aereoporto, un terzo ponte sul Bosforo e un canale per il passaggio delle navi che connetta il Mar Mediterraneo e il Mar NeroVero.

     

    Più in generale, questo governo incita alla cementificazione e favoreggia una politica di distruzione del vecchio e ricostruzione del nuovo. Vero è che molti dei manifestanti sono, piu in generale, contro il governo AKP, partito liberale conservatore che ha vinto per la terza volta le elezioni nel 2011, con una schiacciante maggioranza.

     

    La Turchia e i pregiudizi degli italiani
     

    Molti mi chiedono se qua devo portare il velo, se mi sento sicura e che lingua parlo. Parlo il turco, vado a giro vestita come voglio e di notte mi sento più sicura a Istanbul  che a San Lorenzo a Firenze. I turchi credono di essere i nostri fratelli del Medio Oriente, ed è vero. Siamo estremamente simili: amiamo il cibo, la famiglia e discutere.

     

    In queste settimane qua ho visto tanta solidarietà, altruismo e coraggio. Spero di vedere in Italia tutta la speranza, la voglia di cambiamento e la forza di combattere per le proprie necessita' che ho visto in questi giorni in Piazza Taksin e in Gezi Park.

     

    Isadora Bilancino

     

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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