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martedì 21 Maggio 2024
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    La siccità fa riemergere i resti di un ponte distrutto durante la guerra? A Cerbaia c’è da approfondire

    Li abbiamo notati durante un sopralluogo alla ricerca di pozze con eventuali pesci da salvare. Un primo approfondimento ci ha detto che...

    CERBAIA (SAN CASCIANO) – Durante un sopralluogo lungo la Pesa, per constatare se fossero presenti pozze d’acqua con dei pesci da salvare, abbiamo notato che sul letto del torrente, a pochi passi dal ponte su cui passa la Strada Provinciale 4 Volterrana, da Cerbaia a Montespertoli, spuntavano dei pali di legno.

    Del tutto simili a quelli che avevamo visto in occasione del crollo di una parte del vecchio ponte inutilizzato, in località Pontenuovo, nel comune di Barberino Tavarnelle.

    Ma non solo: sono emersi anche i lati, formati da mattoni, di un piano largo circa 5 metri. Sopra vi sono depositati dei ciottoli di fiume.

    Resti che negli anni precedenti di secca della Pesa non avevamo mai notato.

    E se fosse il vecchio ponte distrutto durante l’ultima guerra? Per prima cosa abbiamo interpellato il Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno che, in poco tempo, ha portato a conoscenza del rinvenimento Daniele Vergari, accademico dei Georgofili in forza allo stesso Consorzio di Bonifica.

    Che ci fa sapere, dopo aver visionato le immagini, che sembra si tratti di fondazioni con sassi, mattoni e pali di legno, interessanti tanto da meritare sicuramente un breve ma puntuale rilievo.

    Si tratta forse, ma è l’ipotesi tutta da veririfcare, dei resti del ponte di Cerbaia, probabilmente distrutto durante la guerra nel 1944.

    Un ponte importante, perché collegava Montespertoli con Firenze attraverso una viabilità ancora oggi visibile sul territorio, anche se profondamente cambiata.

    Spulciando nelle antiche mappe dell’Archivio di Stato di Firenze, è verosimile che il ponte sia quello indicato nel dettaglio sotto riportato nell’angolo in alto a sinistra (mappa 1). Un ponte a tre arcate, in muratura, il cui disegno più preciso è probabilmente riportato in un’altra mappa della seconda metà del ‘500 (mappa 2).

    Forse i frammenti identificati e riportati nelle foto sono proprio di questa importante struttura, della quale si sa poco.

    Il consiglio di Daniele Vergari è stato quello di avvertire strutture archeologiche per prelevare campioni.

    Al fine di datare, ad esempio, secondo i criteri di dendrocronologia, i materiali lignei presenti. E datare così più precisamente queste strutture.

    Abbiamo quindi informato immediatamente l’assessora alla cultura del Comune di San Casciano, Maura Masini.

    Non c’è tempo da perdere: visto il momento di secca, sarebbe opportuno per un approfondimento immediato. Prima che l’acqua (ed è ovviamente la speranza di tutti che torni) ricopra una pagina della nostra storia. 

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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