“Via di Cigliano, San Casciano: otto famiglie senza corrente da 27 ore”

Lettera di una residente che sta vivendo in prima persona questa "esperienza - ci scrive - che fa riflettere...".

SAN CASCIANO – Il vento di questi ultimi giorni ha causato problemi un po' dappertutto anche per quanto riguarda la fornitura di energia elettrica.

 

Ne è un esempio quello che sta accadendo in via del Cigliano, a San Casciano, una strada di campagna che "parte" dalla zona artigianale del Bardella.

 

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta che ci ha inviato una residente.

 

"Domenica 22 dicembre, ore 7.15. Pioggia battente. Vento fortissimo. La luce trema e va via. Devo andare a lavoro. Brancolo nel buoi e trovo una torcia. Cerco di ricordarmi le luci che avevo acceso in bagno e in cucina e “le spengo”.

 

Esco di casa sperando che nel buio il gatto non abbia fatto il furbo sgattaiolando in casa. Tornerò solo a sera inoltrata. Certa di ritrovare luce e calore.

 

Ore 18.30 rientro da lavoro e la corrente ancora non c’è. Comprendo solo ora, all’improvviso, il grande valore sociale dell’Ikea e delle candele profumate comprate per arredamento in tempi remoti e riscopro la vera funzione della candela.

 

Posso anche rischiare la casa con una serie di “cineserie” e con le luci a led dell’albero di Natale alimentate a mini-stilo. I tecnici sono molto gentili a telefono quando riusciamo a contattarli.

 

Ma il punto è proprio questo: quando riusciamo a contattarli? Le prime telefonate vanno a vuoto.

 

La tecnica è questa: si fa il numero, si mette in vivavoce e si aspetta. Anche 40 minuti senza risposta. La batteria comincia a scarseggiare. Ma in una giornata così è comprensibile.

 

Ore 20.30 , dopo 13 ore al buio, arrivano nel borgo i “tecnici della luce”, eroi moderni, che senza alcuna titubanza nonostante fango e il dislivello, scendono fino nel bosco della Suganella per aggiustare il danno. In pochi minuti torna la luce ma solo in due abitazioni su 10.

 

Chiedo al tecnico-eroe il motivo e lui mi spiega che “siamo su un trifase, 2 funzionano e uno no”. Per me è tutto arabo ma mi regala una certezza nella vita e cioè che abito sul terzo trifase.

 

Niente da fare. In notturna non si può riparare. Mi ritiro in casa alla penombra della candele e al freddo.

 

Rimpiango il giorno un cui ho tolto la stufa a legna per mettere una “più comoda” stufa a pellet. Che cavolata che ho fatto . I vicini mi offrono della brace del camino per riscaldare un po’ casa ma ho perso la mano con gli scaldini e rinuncio.

 

Scopro tanto silenzio. E’ così buio che si vedono molte stelle. Bello. Non so che ora sia perché tutti gli orologi funzionano a corrente e domani non suonerà neanche la sveglia. Bello. Niente tv e il cellulare è morto. Che pace.

 

Riscaldo un po’ d’acqua per darmi una lavatina. Mentre mi addormento il mio pensiero va alla lavatrice che non mi si apre e ho i panni dentro dalla mattina.

 

Poi penso al freezer e a tutta le cose che si stanno scongelando. Il gelato lo butto e domani col macinato scongelato dovrò farci per forza polpette o ragù… le bricioline e il pollo si guarderà.

 

Lunedì 23 dicembre, ore 10.00 ancora non c’è corrente. Sono 27 ore. I tecnici stanno arrivando. Sono fiduciosa.

 

Questo raccontino non vuol essere una critica verso il fornitore e verso chi deve riparare i danni. E’ comprensibile che ci siamo emergenze più importanti, in zone più abitate. E’ comprensibile anche che questi ragazzi non possano sempre riparare tutto in tempi brevi, soprattutto quandoi danni sono in luoghi impervi.

 

Vuole essere solo una riflessione sul fatto che senza luce non siamo capaci di fare più nulla.

 

Eppure poco più di 50 anni fa si viveva ancora così, senza “luce”. Possibile che in due generazioni siamo diventati così dipendenti da questa energia? Personalmente questo tuffo nel medioevo mi è piaciuto molto. Perché a volte, nel nulla, non si sta poi così male".

 

Eleonora Grechi

di REDAZIONE

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sostieni il Gazzettino del Chianti

Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

Leggi anche...