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mercoledì 28 Settembre 2022
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    Pdl va verso una lista civica. Del M5S nessuna traccia. Il Pd? Dipende tutto da Pescini

    SAN CASCIANO – La politica nazionale sta offuscando un po' tutto, annebbiando con i suoi fumi (spesso malefici) il panorama politico a livello locale. Iniziamo oggi con San Casciano un percorso che ci porterà ad analizzare la situazione politica dei comuni chiantigiani a meno di un anno dalle elezioni amministrative del 2014.

     

    A fine maggio del prossimo anno infatti rinnoveranno sindaco (e quindi giunta) e consiglio comunale tutti i  nostri comuni. A San Casciano forse troviamo la situazione più tranquilla: un sindaco (Massimiliano Pescini, in foto) sostenuto con forza da Pd e Sel, un gruppo consiliare di maggioranza compatto e formato da molti giovani, un Partito democratico unito.

     

    Ma sotto la superficie qualcosa comincia a muoversi, in particolare fra i banchi di un'opposizione che soprattutto in questi ultimi mesi è stata spesso latitante.

     

    Ma partiamo dal dato delle elezioni amministrative del 2014: Massimiliano Pescini, sostenuto da Pd, Sinistra per San Casciano e Idv vinse con il 54,7% dei voti. Enrico Farina, candidato di Pdl e Cattolici Laici Socialisti, raccolse il 28,3%; Stefania Pagliai, candidata dalla lista civica Futuro Comune nata pochi mesi prima del voto, il 6,4%; Jacopo Borri (Udc), il 5,3%; Lucia Carlesi (Prc e Laboratorio per un'altra San Casciano) il 5,2%.

     

    Iniziamo dal sindaco in carica: pare scontato che Pd e Sel (per quanto riguarda l'Idv i rovesci subiti negli ultimi mesi hanno reso il suo sostegno meno dirimente, se poi si considera che non hanno mai avuto un consigliere comunale a San Casciano…) chiederanno a Pescini di candidarsi al secondo mandato.

     

    Pescini che però, come dichiarato pubblicamente durante la recente Festa democratica al parco del Poggione (clicca qui per leggere l'intervista), ancora non ha deciso se tentare di bissare questi cinque anni alla guida dell'amministrazione comunale sancascianese. Ci sono poi i "renziani" che spingono, e che per adesso si limitano a dire "vediamo cosa accadrà al Congresso".

     

    Il Pdl invece pare destinato a "sciogliersi" verso la formazione di una lista civica. La voce è sempre più insistene e la conferma ufficiale arriva dal consigliere comunale Enrico Farina: "E' vero, stiamo lavorando per la costituzione di una lista civica svincolata dalla politica nazionale e dai partiti, che per quanto riguarda il livello locale creano solo confusione e disorientamento nel nostro elettorato".

     

    Detta anche i tempi: "A settembre abbiamo fissato un incontro per porre le basi di un programma; a dicembre diremo chi è il candidato. L'obbiettivo nostro è quello di mettere in piedi una lista che parli ai sancascianesi di cose concrete, realizzabili. Del resto io ho sempre inteso la politica in questo modo".

     

    Per quanto riguarda i nuovi protagonisti del panorama politico, il MoVimento 5 Stelle, dal coordinamento provinciale ci confermano che a San Casciano ancora non si è costituito, e che alcuni sancascianesi simpatizzanti si stanno appoggiando a quello di Tavarnelle e Barberino Val d'Elsa.

     

    Del resto la prima vera esperienza civica a livello locale, quella di Futuro Comune, è mestamente naufragata dopo un exploit elettorale che fece scalpore. Exploit al quale ha fatto seguito un'attività consiliare davvero ridotta. E consolidata, negli ultimi mesi, con l'assenza fisica di un consigliere rappresentante dopo le dimissioni di Stefania Pagliai.

     

    Forse, ma qui davvero siamo nel campo delle ipotesi, questa esperienza negativa sta frenando alcuni di quelli che lavorarono per Futuro Comune, e oggi simpatizzanti "grillini", a impegnarsi per la cosituzione del M5S sancascianese e l'individuazione di un candidato sindaco.

     

    Per quanto riguarda l'altra lista civica che si presentò (insieme a Rifondazione comunista), Laboratorio per un'altra San Casciano, anche qui siamo ai titoli di coda: dopo le dimissioni di Lucia Carlesi (e il subentro di Zaccheo Nencioni, rappresentante del Prc). Insomma, siamo ormai al capolinea.

     

    Se poi pensiamo che la lista si era costituita con la pietra fondante della battaglia alla realizzazione dello stabilimento Laika al Ponterotto e, dopo tre-quattro anni di attività frenetica a livello locale, aveva raccolto solo il 2,1%, allora si capisce che forse quel capolinea era arrivato già nel 2009.

     

    Chiudiamo infine con Jacopo Borri, Udc: anche qui c'è da capire se le difficoltà del partito a livello nazionale incideranno sulla volontà di presentare un candidato alle elezioni amministrative.

    di Matteo Pucci

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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