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sabato 15 Giugno 2024
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    Mercatale protesta: “Soppressa la Festa dei Confetti per far posto al Carnevale Medievale”

    Cartelli e polemiche in paese. L'assessore Ciappi: "Scemato l'interesse della comunità. Il Carnevale non c'entra nulla"

    MERCATALE (SAN CASCIANO) – Mentre a San Casciano domenica 3 aprile si festeggiava la settima edizione del Carnevale Medievale, in piazza Vittorio Veneto a Mercatale una buona parte di mercatalini era decisamente arrabbiata per l’annullamento della loro tradizionale “Festa dei Confetti”, che si doveva svolgere il 3 aprile.

     

    L'amarezza di Mercatale

     

    "C’è poco rispetto per il paese – dicono in piazza quattro… coi cappelli bianchi su una panchina – Hanno inventato una festa nuova a San Casciano sopprimendo la nostra, che è notoriamente antica!".

     

    "Potevano benissimo spostare loro la data – rincarano – visto che la nostra si svolge da sempre la domenica dopo la Santa Pasqua. Aveva anche una caratterizzazione religiosa cadendo la Domenica in Albis".

     

    Le origini della "Festa dei Confetti"

    La "Festa dei Confetti" è nata prima dell’ultima guerra mondiale a Mercatale, anche se c’è chi sostiene sia molto più antica. Ai tempi voleva creare un’occasione di ritrovo per la popolazione dopo il periodo invernale, parlare tra di loro delle loro storie, le loro attività, della produzione agricola, scambiarsi dei doni.

     

    In più c’era la partecipazione di tantissimi giovani, ragazze e ragazzi, che si conoscevano per la prima volta facendo le prime amicizie; ma c’era anche chi si fidanzava e chi si promettevain matrimonio. Il gesto più simbolico e aspettato, era di far cadere in una tasca o in una borsetta un confetto, questo era il segnale di un amore concreto.

     

    Ancora commenti… molto critici

     

    "E’ triste dirlo – riprendono i mercatalini in piazza – ma bisogna rassegnarci: oggi si doveva svolgere la nostra festa ma la piazza è vuota. O meglio: c’è l’unico banchino dei brigidini e intorno il….deserto. Mercatale caro è morta!".

     

    "I commercianti – dicono ancora – si lamentano perché non viene più nessuno, ma è logico se si tolgono anche le feste “comandate” e non si offre più nulla la gente che cosa viene a fare qui".

     

    Altro giro… altro commento: "Una volta c’era l’Associazione sviluppo Mercatale, poi la Pro Loco, poi più nulla. O perlomeno c’è un delegato della Pro Loco che doveva far rispettare la nostra tradizione!". Un altro ancora con faccia sorpresa: "Ma esiste ancora la Pro Loco?".

     

    Il "brigidinaio"…unico banco in piazza

     

    Proviamo a sentire al banco dei brigidini cosa ci dicono. Sono facce conosciute da anni, a Mercatale e San Casciano: "Noi veniamo da Lamporecchio, qui conosciamo praticamente tutti, ci sentiamo di famiglia. Sono 70 anni che partecipiamo alla “Festa dei Confetti”, prima di noi qui veniva il babbo di mia moglie".

     

    Hanno saputo all'ultimo momento… dell'annullamento: "Come da prassi io ho fatto la domanda a gennaio per venire qua, pagando regolarmente la quota stabilita. Sapevo che il nostro posto era in piazza Tellini, ma venerdì ci hanno telefonato dicendo che la festa era stata annullata. Ormai non eravamo in tempo per partecipare ad altre feste, così abbiamo deciso lo stesso di venire a Mercatale, anche se sapevao che il lavoro sarebbe stato ridotto al minimo".

     

    Chiediamo come mai sul banco non ci siano… i confetti: "Fino a qualche anno fa li portavamo, anche se erano davvero in pochi a comprarli, così abbiamo deciso di non tenerli più".

     

    Cartelli e… confetti

     

    C’è anche chi ci fa notare che qualcuno ha attaccato in piazza un cartello con scritto “Ma la festa dove si fa? I confetti si vendono a San Casciano”. Percorriamo via Gramsci: fuori da una bottega di generi alimentari si legge “Festa dei Confetti”.

     

    Qui troviamo il proprietario, Giuseppe Scialabba, che tra tante buone cose, cose ha un piatto pieno di confetti, l’unico in tutto il paese. Ci invita a prenderne, accettiamo volentieri, è l’unico segno dolce di una giornata amara per i mercatalini. Una giornata che sicuramente porterà strascichi di polemiche.

     

    La replica dell'assessore Roberto Ciappi

     

    E' l'assessore assessore alla promozione turistica ed eventi, Roberto Ciappi, a spiegare perché Mercatale ha perso questa antica festa.

     

    Chiarisce innanzi tutto che "la “Festa dei Confetti” non è stata rimandata o annullata a causa del Carnevale Medievale Sancascianese. Da qualche anno a questa parte le associazioni e le persone del posto, pur giudicando questa festa una bella tradizione, segnalano che si è del tutto spento l’entusiasmo e la voglia di organizzarla, tanto che negli ultimi dieci anni è andato scemando l’interesse, sia da parte dei mercatalini sia da parte dei frequentatori".

     

    "I tentativi di rianimarla sono stati moltissimi – ricorda Ciappi – arrivando alla scelta di cambiarne il nome ("Mercantico a Mercatale") e la data. La Pro Loco e le altre associazioni hanno deciso così di lasciare cadere in disuso, poiché attirava molte polemiche. La manifestazione come oggi si presentava (e cioè come un signore del posto ha tenuto più volte a ripetere… “un ammasso di cianfrusaglie”) era paragonata ai vecchi fasti del passato che ormai purtroppo non esistono più". 

     

    "Ciò che mi preme sottolineare – rimarca Ciappi – è che è sbagliato credere che debba essere il Comune a mantenere in piedi la “Festa dei Confetti”. Il Comune può esserne un valido supporto, ma il cuore della festa deve essere rappresentato dalla comunità, dalla gente del posto, che con passione,  collaborazione e aggregazione, mantiene in vita le tradizioni e le grandi manifestazioni. Questo succede in ogni paese e in ogni frazione, anche a San Casciano".

     

    "Attribuire la colpa al Carnevale Medievale è un inutile pretesto – conclude – Nella giornata di domenica oltre al Carnevale Medievale si sono svolte altre manifestazioni nei dintorni, questo soltanto per dire che se una festa non ha più un’anima, non può essere ricreata imponendola dall’alto. Solo l’impegno e la partecipazione in prima persona possono decretare il successo o l’insuccesso di un evento e di ogni altra azione che si voglia portare avanti".

    di Antonio Taddei

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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