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martedì 27 Settembre 2022
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    Ultima sepoltura nel ’62. I fedeli non vogliono che sia soppresso: “Lo manteniamo noi”

    SAN VITO (SAN CASCIANO) – Ci sono luoghi della memoria per i quali è davvero dura permettere che vadano persi per sempre.

     

    Stiamo parlando, ad esempio, dei piccoli cimiteri di campagna: erano a servizio di luoghi una volta popolati da comunità di agricoltori, residenti in quelle coloniche che oggi sono diventate solo dei ruderi (poche), oppure sono abitate da persone venute da lontano (molte).

     

    Così come capita di imbatterci in vecchie chiese di cui rimane solo il campanile, mentre l’interno è trasformato in abitazione.

     

    Ci sono quindi anche questi cimiteri, dove da anni non vengono fatte sepolture, ma rimangono quelle croci con le immagini di volti “antichi”, in alcuni casi ritratti con i vestiti da festa: perché  all’epoca era l’unica foto in loro possesso.

     

    Tra tanti cimiteri che sono stati soppressi negli anni, adesso sembra sia la volta di quello di San Vito, sopra al Bargino. Immerso nel verde del bosco, per accedervi bisogna fare una ripida discesa su dei gradini ricoperti ormai dal muschio; poi si oltrepassa il cancello di ferro e ci troviamo davanti piccoli rettangoli di terra contornati da vecchi marmi, croci in ferro, lapidi murate al muro con scritte che sembrano poemi.

     

    Qui, da quindici anni don Armando Ermini, parroco della chiesa di San Colombano al Bargino, viene a benedire i defunti e dire una Messa.

     

    Con lui alcuni fedeli, tra questi il pro nipote del parroco don Eugenio Paoletti, che per 52 anni è stato parroco del popolo di San Vito. E che riposa nel piccolo cimitero insieme alle sorelle.

     

    Sembra proprio che quest’anno sia stata l’ultima… benedizione, poiché il camposanto sarà soppresso da parte dell'amministrazione comunale sancascianese, chiamata a gestire una marea di piccoli cimiteri su tutto il territorio.

     

    "Soppresso? – ci dice un fedele accanto alla tomba dei genitori – ma non scherziamo, questo cimitero non si tocca, è un monumento storico!".

     

    Purtroppo sembra davvero che venga chiuso per sempre: l’ultima sepoltura risale al 1962, il Comune non riesce più a mantenere questi luoghi.

     

    "Guardi – dice ancora l'uomo – che se è per questo come vede da mantenere c’è rimasto ben poco, si tratta di fare la manutenzione una volta l’anno. E se proprio non la vogliano più fare, ci autotasseremo e lo rimetteremo noi a posto, ma il cimitero non si chiude. Guardi, a tale proposito ho già fatto stampare una petizione che chiunque potrà firmare, perché questo cimitero non si tocca. Anzi, mi mette anche lei una firma?".

     

    Don Armando non entra nella discussione. Sotto una pioggia battente, pronunciando parole in latino, asperge l’acquasanta. Purtroppo non potrà dire la Messa come da tradizione, impossibile sotto la pioggia, quindi i fedeli si spostano alla chiesa del Bargino, dove sarà celebrata la funzione.

     

    I fedeli sono determinati e faranno davvero di tutto, sono pronti a giurare, affinché il cimitero di San Vito non sia soppresso.

    di Antonio Taddei

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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