SAN CASCIANO – Laura Gensini, sancascianese, vive a Barcellona ormai da molti anni. Ha mantenuto comunque saldi legami con il suo paese di nascita.
In una Spagna colpita al cuore, come l'Italia, dalla pandemia da Coronavirus, Laura osserva, come tutti noi, una quotidianità stravolta. Le abbiamo chiesto di raccontarcela.
Da un giorno all'altro è arrivato come una valanga di neve in primavera inoltrata, passando dalla calma abituale della quotidianità, a un brusio di notizie inverosimili, le abbiamo ascoltate quasi con pigrizia, la lontana Cina, lontana come il Giappone o Indonesia, però poi la valanga è arrivata! Eccome!
Italia, Germania, Francia, Spagna, qui in Catalogna… . Globalizzazione allo stato puro! I primi giorni di presa di contatto con la nuova realtà, si sono trasformati e sono arrivate le code ai supermercati, scaffali vuoti, la caccia all’ultimo rotolo di carta igienica, scaffali di alcolici e superalcolici vuoti (?!!!!)…. spirito di sopravvivenza al cataclisma "mode on", preparati per il peggio.
Emergenza sanitaria, la cosa è seria, "confinamiento en casa", "restricción de movimiento" e chiusura di tutti i servizi non primari. Un duro colpo per la società.
Il caos: la ricerca vana di guanti e mascherine, notizie dai TG, la radio, le reti sociali: info + info + news + memes + fake news e fake news apocalittiche, una voragine, e lo stress in aumento, si accelerano cuore e respirazione diventano più superficiali e il cortisolo fa da padrone. Stop!
Lavorando in una erboristeria esco ogni mattina, ogni giorno a contatto con la paura, degli altri (e la mia), inconscienza, rabbia, frustrazione, incredulità, insomma, un mix potente di emozioni difficili da gestire.
La mia fortuna è poter passeggiare il cane, la presa a terra, la scoperta della nuova realtà, il lato buono che sempre si può trovare: il silenzio!
Fermarsi nel bel mezzo alla strada, incrociare qualche sguardo furtivo, osservare il nuovo cielo azzurro, senza la cappa spessa dello smog, lo svolazzare dei passerotti, apprezzare di nuovo il quartiere. È quasi emozionante… .

Purtroppo i numeri, le statistiche, i bollettini e le interminabili conferenze stampa, insomma la triste realtà ti fa tornare con i piedi per terra e va affrontata di nuovo. Piangere le perdite, applaudire l’enorme sforzo dei sanitari (di tutto il settore della salute), ma anche dei lavoratori e lavoratrici dei servizi di prima necessità, come supermercati, trasporti, igiene e forze dell’ordine… .
In tanto sgomento, c’è posto e necessità per sentire ammirazione sincera per lo sforzo di una parte della popolazione della prima linea e anche della retroguardia e mi ronza in testa una frase: “chi vuol esser lieto sia: di doman non v’è certezza”.
E lo so, il contesto è totalmente differente però rispecchia le centinaia di video bellissimi delle famiglie per rendere la prigionia una fonte di allegria, dei neo cuochi e dei nuovi chef, degli sportivi, musicisti, ballerini, creativi, cantanti, volontari e volontarie per cucire e regalare mascherine prodotte in casa.
Da donare a ospedali, residenze, vicini di casa, imprese che si sono dedicate a cercare di costruire materiale medico, respiratori, protezioni, per il sistema sanitario saturatissimo… .
Che bella resilienza, quanto valor umano!! Che la forza ci accompagni, non ci arrenderemo, questa può essere una occasione per cambiare tante cose, dobbiamo solo aspettare, prenderci cura di noi, stringere i denti e quando arrivq il momento, riprenderci la nostra vita!
In bocca al lupo a tutti noi.
Laura Gensini, Barcellona 4 aprile 2020
di REDAZIONE
© RIPRODUZIONE RISERVATA


























