SAN CASCIANO – Il timore a San Casciano è che gli otto giorni in agosto che saranno scoperti dal medico a bordo delle ambulanze della Misericordia, possano diventare una sorta di "prologo" a un futuro preoccupante.
Le rassicurazioni date dal sindaco Roberto Ciappi, dopo essersi interfacciato con Asl, hanno in parte rasserenato la situazione. Ma non troppo.
Ed ecco allora che la redazione del Gazzettino del Chianti ha posto tre domande direttamente all'Azienda Sanitaria Toscana Centro. Per mettere nero su bianco le risposte su un tema troppo importante.
Tornato una volta di più d'attualità anche lunedì scorso, con l'incidente in piazza della Repubblica che ha visto marito e moglie investiti.
Otto giorni senza medico a bordo delle ambulanze della Misericordia di San Casciano nel mese di agosto. Perché? E perché San Casciano?
"Nella concomitanza delle ferie estive, delle quali deve per diritto usufruire il personale, nel mese di maggio scorso, è stato redatto, dai Direttori delle Strutture 118 della nostra Azienda un piano organizzativo che potesse fronteggiare la carenza di personale, mantenendo i livelli assistenziali ed in particolare la gestione delle patologie tempo dipendenti (infarto, arresto cardiaco, ictus, grandi traumi dove il fattore tempo è fondamentale). Nello specifico, il Direttore della Centrale Operativa 118 Firenze Prato ha redatto un piano che prevedeva a cascata la chiusura di alcune postazioni. Le prime sedi interessate sono state Incisa e Campi Bisenzio. In caso di ulteriori carenze emergenti la sede del punto di emergenza territoriale coinvolta è quella di San Casciano. La grave carenza del personale medico addetto alla emergenza urgenza (Pronto Soccorso, 118) riguarda tutte le Aziende Sanitarie della Regione Toscana e di tutto il territorio nazionale. La causa principale è legata al numero limitato di specialisti che si diplomano annualmente. Relativamente alla nostra Azienda le situazioni critiche riguardano tutti i territori ( Firenze, Prato, Empoli e Pistoia)".
Non pensate che lasciare scoperto un comune come San Casciano, con tanta campagna aperta, con zone artigianali e industriali, collegato con l'ospedale di Ponte a Niccheri (per non parlare di Careggi) da una Autopalio spesso imbottigliata, sia un azzardo?
"E’ stata effettuata un'attenta e responsabile analisi basata, in modo particolare, sul numero degli interventi effettuati storicamente in tutti i territori salvaguardando il sistema di risposta alle emergenze caratterizzate dalla presenza di operatori medici, infermieri e volontariato".
Cosa rispondete a chi dice che questo è solo il primo passo nella direzione di un percorso che porterà a togliere il medico dalle ambulanze sancascianesi?
"Non esiste alcun disegno di rivisitazione delle postazioni medicalizzate e questa situazione è esclusivamente legata al periodo estivo concomitante con le ferie del personale, quindi si parla solo di interventi temporanei".
di Matteo Pucci
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