SAN CASCIANO – Dopo l’ultimo incidente in località la Vannina, avvenuto sulla via Cassia per Firenze il 29 ottobre, quando un’auto precipitò per circa cinque metri nella sottostante scarpata, l’AVR (che ha in gestione la manutenzione stradale) ha ripulito parte della banchina da dove è riemerso il breve tratto di ponte utilizzato dalla Tranvia del Chianti.
Quella che era chiamata dai sancascianesi “la caffettiera”, il cui collegamento tranviario San Casciano-Firenze fu inaugurato il 21 maggio 1891 con l’apertura del tronco dal Ponte dei Falciani all’altro tronco che, lungo la Greve, raggiungeva dopo il Ferrone il Passo dei Pecorai (mentre a Greve vi arriverà il 3 aprile 1839).
La Tramvia del Chianti dopo quarantaquattro anni, esattamente il 1 agosto 1935, cessò il servizio lasciando spazio ai mezzi su gomma.
Arrivando ai giorni nostri, ecco spuntare questo “reperto”, un breve tratto di ponte, con le rotaie e la ringhiera.
Tutto questo però ha messo in evidenza quanto sia pericoloso il tratto che da tanti anni è delimitato (in parte) dalla rete rossa da cantiere ormai avvolta dai rovi.
Mentre sotto la scarpata (come avevamo già evidenziato) spuntano dal muro pericolosissimi ferri: in caso qualcuno ri-precipitasse nella scarpata, potrebbero mettere seriamente a repentaglio la vita delle persone.

Al momento, dove è emerso il ponte, sono state messe delle transenne mobili, che dovrebbero però essere sostituite da un solido guard rail il prima possibile.
Nel tratto interessato c’è anche un sottopasso, una costruzione solida: scendendo una breve rampa di scale, davanti a un’abitazione, si attraversa un tunnel che porta in piena campagna.
Qui su un lato ci sono una fonte e un lavatoio. Purtroppo il cartello che indicava i lavori da eseguire non è più leggibile, e non sappiamo il motivo dell’abbandono.
Probabilmente c’è un progetto rimasto fermo da molti anni e sarebbe interessante sapere se c’è la volontà di portarlo avanti e terminare definitivamente l’opera. La priorità è mettere in sicurezza il tratto tagliando i ferri nella parte sottostante alla scarpata.
In seguito, perché no, se si vuole ricordare il passaggio della Tranvia del Chianti, conservare il breve tratto del ponte, magari corredandolo con una bella foto in ricordo della “caffettiera”. Sarebbe un’ottima cartolina per chi entra a San Casciano.
di ANTONIO TADDEI
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