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mercoledì 17 Agosto 2022
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    San Casciano, in tantissimi per dare l’ultimo saluto a Dante Fusi: il ringraziamento dei suoi familiari

    Don Massimiliano Gori: "Gesù ha imparato a soffrire nella morte di qualcuno che gli stava accanto. Anche Dante ha dovuto impararlo anni fa"

    SAN CASCIANO – La scomparsa di Dante Fusi ha sconvolto la comunità di San Casciano.

    Già nei giorni precedenti al funerale sono stati tantissimi a portargli un ultimo saluto nella chiesa di San Bartolomeo, dove è rimasto esposto fino alle esequie di questa mattina, lunedì 1 agosto, nella Propositura Collegiata di San Cassiano.

    # A San Casciano sono giorni tristissimi: muore all’improvviso Dante Fusi, personaggio conosciuto da tutti

    Esequie celebrate dal proposto, don Massimiliano Gori, e da don Francesco Scutellà.

    In chiesa e fuori, per stare vicino ai familiari e dare l’ultimo saluto al 74enne scomparso sabato 30 luglio, persone di tutte le età: perché Dante stava bene con tutti, ha sempre fatto dell’amicizia una pietra fondante delle sue giornate.

    Aveva un particolare amore anche per i bambini piccoli, che riusciva a far sorridere quando li vedeva piangere aggrappati alle loro mamme.

    Bastava ci fosse una festa in paese e lui, subito, si buttava nella mischia scherzando e riuscendo ad attirare l’attenzione.

    Dante Fusi con uno dei suoi famosi orologi disegnati sulle borchie

    Faceva parte della contrada del Giglio, e non ha perso un Carnevale Medievale per indossare un costume o immedesimarsi in un personaggio storico.

    “Dante era una presenza importante per il nostro paese – ha detto don Massimiliano nell’omelia – la numerosa partecipazione a questo saluto è la testimonianza che aveva un buon rapporto con il suo popolo”.

    “Domenica scorsa – ha ricordato – mentre tornavo dalla Messa ad Argiano, Dante era insieme a un gruppo di pensionati e nel suo modo scherzoso mi disse: dacci la benedizione a tutti sennò qui un si va avanti. La cosa che mi colpì è che mi seguì in chiesa, si fece serio e mi chiese una benedizione particolare. Non era mai successo”.

    “Sono segni questi che il Signore ci mette di fronte – ha detto ancora il proposto – e Dante con la benedizione di Dio si è incamminato verso di lui. Gesù ha imparato a soffrire nella morte di qualcuno che gli stava accanto. Anche Dante ha dovuto impararlo anni fa”.

    Al termine della funzione, quando la salma è arrivata sul sagrato in piazza Cavour, sono risuonati gli applausi. Così come un altro applauso gli è stato dedicato quando il carro funebre è partito per il cimitero.

    Con grande dignità la moglie Paola, il figlio Filippo e tutti i familiari, hanno affrontato questo improvviso dolore.

    E ci facciamo loro portavoce, dal momento che ci hanno chiesto di ringraziare pubblicamente le tante persone che sono state loro vicino. 

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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