Monsignor Renzo Polidori, una settimana di festa: 75 anni di sacerdozio e 99° compleanno

I festeggiamenti con tutti i parrocchiani nella Propositura Collegiata di San Cassiano tra ricordi ed emozioni

SAN CASCIANO – Due eventi nel giro di pochi giorni della scorsa settimana hanno portato molte persone a far festa al proposto emerito monsignor Renzo Polidori: il primo evento domenica 23 giugno con una Messa solenne nella Propositura Collegiata di San Cassiano per il 75° anniversario di sacerdozio e venerdì 28 giugno per il compleanno, 99 anni.

 

Così mentre il compleanno è stato festeggiato tra le mura di casa, il 75° di sacerdozio è stato condiviso con tutti i parrocchiani nella Propositura. Presenti oltre a don Massimiliano Gori, il vicario don Jomy Sijo, don Alfredo Iacopozzi, don Marco Fagotti, padre Roberto Gallina, don Stefano e il diacono Renato Boschi.

 

La celebrazione è stata accompagnata dal Coro e dal violinista Massimo Nesi E’ stato don Alfredo Iacopozzi a portare i saluti a don Renzo: "Settantacinque anni di cui cinquantanove come parroco a San Casciano. Quando è arrivato a San Casciano, si è subito messo in piena sintonia con il Concilio Vaticano II formando una comunità in ascolto della parola di Dio, aiutato in questo nella sua straordinaria capacità di predicatore, frutto di un cammino di fede non comune".

 

Il discorso di don Renzo in chiesa

 

"Sei sono stati i sacerdoti consacrati in questa parrocchia – ha proseguito – don Marco Calamadrei nel 1970, don Fabrizio Poli nel 1975 (venuto a mancare pochi giorni fa), il sottoscritto don Alfredo Iacopozzi nel 1988, don Luciano Marchetti nel 1981, don Massimo Fatappiè nel 1995 (oggi non più sacerdote), don Marco Fagotti nel 2001. Lei ci ha dato del Pane sostanzioso che ci ha permesso di vedere gli altri come sono, di vedere noi stessi come siamo, credenti e amati da Dio". 

 

Un forte applauso alle parole di don Alfredo, hanno seguito la parola del Vangelo, dopodiché è toccato a don Renzo, che seduto al centro dell’altare ha ripercorso i momenti importanti della sua vita: "Oggi devo dire grazie al Signore che mi ha fatto vivere così tanto, sono un suo povero figlio. Sono nato a Barberino del Mugello il 28 giugno 1920, sono entrato in seminario a Firenzuola nel 1932 e ordinato sacerdote dal cardinale Elia Dalla Costa il 25 giugno 1944. Fui mandato come vicario parrocchiale nella pieve di Santo Stefano in Pane, lì ho avuto la fortuna di stare accanto a  un parroco santo, don Giulio Facibeni. Nel 1947 fui mandato nella parrocchia di Santo Stefano a Cornetole nel comune di San Piero a Sieve, una chiesa molto povera, in casa non avevamo l’acqua e ricordo che mia sorella Gabriella, andava a lavare i panni nel fiume. Sono stato anche il fondatore del Reparto Esploratori Cattolici".

 

"Nel gennaio 1956 – ha continuato – il cardinale Elia Dalla Costa mi affida a un’altra chiesa, la propositura di Barberino Val d’Elsa dove organizzo un bel coro, la Filodrammatica, porto i ragazzi al mare per la prima volta e m’impegno a far rinascere il bellissimo borgo. Infine l’arrivo a San Casciano il 27 marzo 1960 e il 13 agosto festa del patrono, San Cassiano, ne presi possesso con investitura canonica. Qui vi trovai ben ventitré milioni di debito, ero disperato. Cosa fare? Ci pensò la provvidenza, e fu don Gino Gamannossi a quel tempo priore di Castelbonsi a informarmi che c’era una persona che non voleva rivelare il suo nome, a venirmi in aiuto. Pochi giorni dopo don Gino arrivò con una borsa contenente dodici milioni di lire. Era stata la volontà di Dio. Negli anni riuscii a rimettere a posto la Propositura, oggi così bella, a fare un nuovo quartiere nella canonica e rifare il campanile, 10 metri più alto del precedente. Fu inaugurato e benedetto l’8 dicembre 1998 dal cardinale Silvano Piovanelli".

 

"E’ stato mio dovere anche salvare le tante opere d’Arte custodite nelle chiese che piano piano erano soppresse – ha continuato il suo racconto – mettendo al sicuro gli oggetti d’arte e gli arredi sacri, e con il benestare della Curia ebbi l’idea di fare un Museo del Vicariato. Nacque così nella chiesa di S. Maria del Gesù e del “Suffragio” il Museo di Arte Sacra: era il 1989. Ho avuto anche la fortuna alla fine del mio mandato, di tornare ad abitare davanti alla mia chiesa. Ma tra le tante cose che ho avuto in dono, è stato don Massimiliano Gori, mio successore che spero quando il Signore lo vorrà, di morire tra le sue braccia. E quando sarò lassù, continuerò a volervi bene e pregherò per tutti voi". 

 

Un fragoroso applauso ha riempito tutte le navate della chiesa. Finita la funzione religiosa la festa è continuata nella sala della “Cupola” del Circolo ACLI per un rinfresco e la proiezione di alcune foto, per poi terminare con il taglio della torta, naturalmente il compito è stato dato al festeggiato, don Renzo Polidori.

di Antonio Taddei

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