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domenica 3 Luglio 2022
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    L’orrore della Shoa nelle parole di Renata e Gigliola: l’incontro con 180 studenti

    La loro testimonianza: "Mi salvò il capotreno"; "Gli ebrei esistono, prima e dopo Auschwitz"

    SAN CASCIANO – Dire per sempre mai più, con gli occhi della speranza.

    I bambini e i ragazzi di San Casciano hanno riletto l’orrore della Shoa insieme a due testimoni ebree, ospiti d’eccezione della Giornata internazionale della Memoria, promossa dal Comune di San Casciano.

    Renata Mayer e Gigliola Sacerdoti Mariani, insegnante la prima, professoressa universitaria in pensione la seconda, hanno aperto il loro armadio dei ricordi per raccontare nella sala del teatro Niccolini, al termine dello spettacolo scritto e diretto da Tiziana Giuliani, la loro drammatica esperienza di fuga dalle persecuzioni e dal rischio di internamento nei campi di sterminio nazifascisti.

    Renata e Gigliola hanno passato così il testimone della memoria, dai ricordi di chi è sopravvissuto alla Shoa, che ha sterminato 6milioni di ebrei, ad un pubblico giovanissimo che della storia dell’Olocausto non conosce nulla se non ciò che riportano le pagine dei libri.

    Sono i 180 studenti dell’Istituto comprensivo di San Casciano, accompagnati dai docenti e dal dirigente scolastico Marco Poli e dal vicario Carla Ghirlandini, che hanno riempito il teatro sancascianese, spettatori di due momenti di grande valore storico-culturale.

    “Siamo stati felici e onorati – hanno aggiunto il sindaco Roberto Ciappi e l’assessore alla cultura Maura Masini – di assistere a questo incontro e ringraziamo di cuore Renata Mayer e Gigliola Sacerdoti Mariani, ci ha stupito l’entusiasmo che i ragazzi hanno mostrato per le testimoni chiedendo loro foto e contatti, il modo migliore per vivere questa giornata è stata la trasmissione di verità, sentimenti, emozioni legate alla Shoa, vissute in prima persona per rendere tutti più consapevoli”.

    L’evento teatrale, presentato dal Teatro dei Passi Arcazzurra Formazione 2019, ha ripercorso le vicende della famiglia Modigliani tra San Casciano e Firenze 1943 1944 ed è stato interpretato da molti ragazzi.

    In scena hanno fatto riemergere dal passato le vicende delle famiglie Modigliani e Sternfeld  Giovanni Binazzi, Anna Zanchi, Teresa Zucchelli, Lorenzo Morganti, Giorgia Frosecchi e la piccola Viola Frosecchi.

    I ragazzi del performing: Andrea Batacchi, Anna Spedicato, Nicoletta Matteuzzi, Gloria Lapini, Leonardo Poggi, Maria Sara Cellai. Ad accompagnare lo spettacolo è stato il violoncello di Filippo Burchietti.

    Successivamente i ragazzi hanno apprezzato e ascoltato con attenzione lo spettacolo e le testimonianze e i racconti di vita vissuta di Renata Mayer e Gigliola Sacerdoti Mariani, bambine in fuga schiacciate dalla paura di perdere la famiglia, la vita, l’infanzia.

    “Ero in viaggio con mia madre – ha dichiarato Renata Mayer – partita da Roma e diretta in Inghilterra, mi ha salvato il capotreno che decise di farmi scendere, dopo essere stata fermata dal controllore che ci identificò chiedendo alla mamma i documenti: Non vedi che sono ebree? disse il capotreno al controllore, signora vada pure e porti via le sue figlie. Ancora oggi non esprimo abbastanza il sentimento di profonda gratitudine verso quell’uomo che a 90 anni mi pervade. Riuscimmo a raggiungere l’Inghilterra e da lì, dopo tante difficoltà, causate dall’isolamento di mio padre e mio fratello nell’isola di Mann, ricominciammo a vivere”.

    Anche la fuga di Gigliola è stato un viaggio di umanità che si è intrecciato con la famiglia Cosi, una famiglia di contadini toscani che accolse con coraggio i Mariani in fuga da Lido di Camaiore nel luglio agosto 1943.

    Con loro i Mariani riprogrammarono la loro vita. “Auschwitz ha segnato le nostre vite, ha portato la morte – ha ricordato Gigliola Sacerdoti Mariani – ma gli ebrei esistono, prima di Auschwitz e dopo Auschwitz, e dell’influenza che hanno avuto sulla cultura di tutti gli esseri umani oggi non se ne parla, la cultura che è alla base del Cristianesimo perché Gesù era un buon ebreo e ripeteva quello che dicono il Deuteronomio e il Levitico “ama il prossimo tuo come te stesso”.

    Il giorno del ricordo prosegue mercoledì 29 gennaio con un altro evento che vede protagonisti i ragazzi.

    A San Casciano gli studenti della scuola secondaria di primo grado Ippolito Nievo, in collaborazione con l’Anpi, hanno scritto un testo teatrale incentrato sui segnali di discriminazione razziale che la comunità vive nella quotidianità traendo spunto dalla realtà più vicina ai ragazzi.

    Lo spettacolo “Il coraggio di fare memoria” sarà messo in scena nell’auditorium di ChiantiBanca, alle ore 10.15 e alle ore 12.15.

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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