SAN CASCIANO – Da questa mattina, mercoledì 1 aprile (e non, non è un “pesce”) ChiantiBanca dà una possibilità “ad hoc” ai suoi soci e clienti di sospendere le rate dei mutui (di ogni tipo) fino al 30 settembre.
Andando oltre il decreto “Cura Italia”, la banca ha pensato a una procedura molto “snella” che permetterà a chi si trova in un momento di difficoltà, o comunque di riflessione in base a quello che sta accadendo, di stoppare per qualche mese l’uscita-mutuo.
“ChiantiBanca – comunicano dal quartier generale di via dei Fossi, a San Casciano – va oltre il decreto Cura Italia, rivolgendo un’attenzione particolare a soci e clienti secondo la filosofia che da sempre spinge una banca di credito cooperativo, specie nel momento del bisogno”.
Ed ecco, quindi, la “possibilità di sospensione mutui fino al 30 settembre, totalmente o per la sola quota capitale con iter di istruttoria semplificato: è quello che viene riservato ai privati che non possono o non vogliono ricorrere alle misure previste dal decreto Cura Italia (ex art. 54, legge Gasparrini) e dimostrino che la richiesta di sospensione è legata all’emergenza Coronavirus (con una semplice auto-certificazione, n.d.r.)”.
Nella modalità strutturata da ChiantiBanca, si chiede la sospensione della quota capitale, si pagherà la quota interessi per il periodo richiesto e poi, alla ripartenza, si ripartirà dalla rata da pagare al momento dello stopo.
In alternativa, si può stoppare tutto il pagamento della rata: quando si ripartirà, da ottobre, la rata vedrà l’aggiunta, “spalmata” su tutte le rate fino a fine mutuo, della quota interessi che si sarebbe pagata nel periodo di sospensione.
In pratica, il “costo” della sospensione del mutuo è la quota interessi prevista nel periodo della sospensione stessa: evidentemente quindi, la convenienza sarà soprattutto per chi ha mutui in stato avanzato di pagamento, con alta quota-capitale e bassa quota-interessi.
“Per beneficiare della sospensione – precisa ChiantiBanca – il cliente non dovrà essere classificato tra le posizioni deteriorate della banca al 17 marzo 2020 e, alla stessa, data il finanziamento non presenti rate scadute”.
“La platea dei potenziali destinatari – conclude l’istituto di credito – viene allargata anche a lavoratori autonomi e professionisti per operazioni non inerenti la propria attività e a enti e associazioni che non svolgono attività di impresa (condomini, parrocchie e associazioni senza attività di lucro)”.
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di MATTEO PUCCI
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