Terre di Maggio, nella due giorni spazio anche per i libri e per gli scrittori

In via Morrocchesi Street Book: siamo andati a incontrare i tre autori che si sono messi... in strada

SAN CASCIANO – Tra gli appuntamenti in calendario domenica 9 giugno, nella cornice di Terre di Maggio (organizzata da CCN La Dolce Gita in collaborazione con Pro Loco di San Casciano, Terra del Quad, ChiantiBanca, con il patrocinio del Comune), Il Gazzettino del Chianti è andato a seguire lo Street Book.

 

Ma di cosa si trattava? Di una postazione di ascolto all’aperto, proprio al centro di via Morrocchesi, davvero inedita. Che ha permesso di godere al meglio del racconto degli scrittori invitati all’evento da parte di un pubblico amante della letteratura.

 

A fare gli onori di casa Cinzia Dugo, giornalista, che nella veste di intervistatrice ha presentato i primi due scrittori.

 

Camilla Rigatti, empolese, con il suo primo libro “Stai sempre a bere”; e Giacomo Aloigi, di Scandicci, con il suo ultimo romanzo “La notte si prepara”.

 

“Il mio libro – ci spiega Camilla – nasce in un momento particolare della mia vita professionale, quando mi sono messa a riflettere su dove volevo davvero andare, al punto che per capirlo ho deciso di lasciare la Toscana e sono andata a Parma a studiare comunicazione web”.

 

“I 12 racconti del libro – continua Camilla – sono nati spesso di fronte ad un bicchiere di vino, a tavola, nelle serate passate con gli amici, affrontando temi importanti come l’amore, l’amicizia, la malattia mentale, il ritrovare se stessi”.

 

Un libro intimista che nasce nel momento di un cambiamento, di un passaggio, come lo definisce Camilla, che le è servito per fare chiarezza sicuramente su una cosa: voler fare la scrittrice.

 

“Per me – ci racconta Giacomo – è il mio quarto romanzo ambientato nel 1976 e si sviluppa su due linee narrative: una di fiction pura, che è la storia di tre giovani uccise all’arma bianca da un presunto maniaco; e una cornice storico-politica che coinvolge il mio personaggio, ex agente dei servizi segreti diventato investigatore privato. E che suo malgrado si troverà ad essere coinvolto in un’importante operazione”.

 

Un personaggio volutamente negativo, che rappresenta una sfida per il suo autore. Che con questo tipo di personaggio ha potuto sperimentare un linguaggio forte, non “polically correct” ma che si addiceva al contesto in cui si dipana la storia.

 

Terzo scrittore a presentarsi è stato il sancascianese Alberto Ciampi, apprezzato esponente del Centro Studi Storici della Val di Pesa, con il suo saggio “Nino Tirinnanzi e il Chianti. Scampoli di ribellione attraverso le corrispondenze familiari”; accompagnato da Francesco Fusi, storico, che ha curato un saggio all’interno del libro.

 

Si tratta di un carteggio, di una raccolta corrispondenze tra Nino Tirinnanzi, pittore grevigiano del ‘900 e personaggi del mondo letterario ed artistico, come Giuseppe Prezzolini, Ottone Rosai, Giuseppe Ungaretti.

 

Uno scambio epistolare che parla di arte in maniera dettagliata, ma anche di politica, come ci suggerisce il titolo, in un momento in cui gli intellettuali fiorentini furono i portavoce di quella “avanguardia” artistico-letteraria che inneggiava ad un pensiero più moderno, di rottura con la tradizione ma soprattutto con le ideologie totalizzanti del tempo.

 

Un lettore d’eccezione, l'ex sindaco di San Casciano Massimiliano Pescini, presente all’evento ha commentato quest’opera: "Un saggio, accompagnato da un supporto fotografico di grande pregio, come sempre nelle opere di Alberto Ciampi, che ci racconta un pezzo della storia letteraria fiorentina , attraverso l’epistolario di personaggi conosciuti ma dai contenuti inediti in cui si inserisce la storia del Chianti che ancora una volta sta a sottolineare il legame forte tra Firenze ed il suo contado nobile, da secoli e secoli espressione di grande passione per l’arte".

di Redazione

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