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lunedì 26 Febbraio 2024
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    Vi ricordate la volpe a cui tagliarono la coda? Vincenzo è tornato il libertà

    Nei giorni scorsi anche noi del Gazzettino del Chianti abbiamo assistito, emozionati, al suo ritorno in natura

    SAN CASCIANO – E’ tornato a correre nei luoghi dove era nato. E dove la notte del 29 ottobre, mentre stava attraversando la strada, era stato investito da una Jeep.

     

    Lì aveva appreso di quanto l’essere umano possa essere capace di tanta malvagità. Quando creduto morto (o forse neanche), con il sangue che gli usciva dal tenero muso, gli era stata recisa con un taglio netto la bellissima coda, usata probabilmente in un secondo tempo da macabro trofeo.

     

    Stiamo parlando di una volpe, un maschio di circa quattro anni. E se è vero che ha incontrato sulla sua strada la follia dell’uomo, è altrettanto vero che la mattina dopo ha trovato la salvezza grazie a persone che l’hanno soccorso e portato nelle mani sicure di un veterinario.

     

    Che ha letteralmente riportato alla vita Vincenzo, così è stata ribattezzata la volpe, grazie alle proprie competenze mediche. Ma anche con tanto amore.

     

    # ARTICOLO 2 / Dopo il caso della volpe con la coda mozzata: cosa dice la Legge sulle sevizie agli animali

     

    # ARTICOLO 1 / Vincenzo sta meglio: la volpe a cui è stata barbaramente tagliata la coda migliora

     

    # ARTICOLO / Volpe investita. Ancora viva, un uomo le mozza la coda per averla come trofeo

     

    Dopo attente cure, la guarigione, e il momento della liberazione. All’imbrunire dell’11 dicembre, peraltro “Giornata Internazionale dei diritti degli Animali”, la volpe è stata reimmessa sul territorio alla presenza del dottore che si è preso cura di lui, di chi l’ha soccorso. E con un pizzico di orgoglio anche del Gazzettino del Chianti.

     

    Vincenzo si è preso alcuni minuti prima di “schizzare” fuori dal trasportino, piano piano si è affacciato di nuovo al suo mondo naturale, con circospezione ha studiato nei minimi particolari quale poteva essere la via più semplice, mentre i presenti a debita distanza lo incoraggiavano senza staccare mai gli sguardi da lui.

     

    E quando meno ce lo aspettavamo, con un lungo lancio è sparito velocemente tra la vegetazione, tornando alla sua vita selvatica. Purtroppo non potrà più mostrare la sua splendida coda, ma questo non gli impedirà di cacciare ed essere lo stesso un bellissimo esemplare.

     

    Forza Vincenzo, come hai constatato non ci sono solo uomini crudeli, ma anche tante persone che fanno il tifo per te.

     

    Dobbiamo altresì dire che da anni Regione Toscana ed Asl stanno lavorando per creare una rete di soccorso della fauna selvatica. Questa rete vede in prima linea il pronto soccorso veterinario, poiché un animale selvatico che si lascia toccare ha spesso lesioni la cui guarigione è legata a una diagnosi precoce, che spesso necessita di apparecchi diagnostici.

     

    Anche la degenza degli animali deve seguire regole biologiche ed etologiche precise, al fine di garantire il reinserimento in natura nella maniera più corretta possibile.

     

    In caso di ritrovamento di animale selvatico, per ora conviene contattare l’Asl o il veterinario di fiducia (seguendo le istruzioni date anche al fine della tutela delle persone stesse).

     

    Da gennaio 2017 inoltre, dovrebbe partire un numero unico attivo h24, al fine di velocizzare maggiormente i soccorsi. Di questo terremo informati i lettori appena sarà applicato.

    di Antonio Taddei

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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