Sabato 25 maggio 2019  1:18
il Gazzettino del chianti e delle colline fiorentine
SAN CASCIANO V.P.
14.05.2019
h 13:22 Di
Redazione
SlowFlowers Italy a Sant'Angelo Vico l'Abate: bilancio e... immagini
Al centro della due giorni anche la riflessione sulla produzione di fiori in modo eco-compatibile
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SANT'ANGELO VICO L'ABATE (SAN CASCIANO) - Bilancio finale, ad alcuni giorni dalla sua conclusione, di SlowFlowers Italy 2019 (nelle foto di Lisa Poggi): che, pur spazzati dal vento freddo di un’insolita primavera, hanno riscosso successo e consensi nella cornice di Sant'Angelo Vico l'Abate.

 

"Un vento - dicono gli organizzatori - che non ha impedito alle persone di partecipare numerose a sostegno del nostro messaggio. Si sono fatte anche più strette, le une vicine alle altre ad assistere alla tavola rotonda "Flower Farms, Grandi Produzioni e Floral Design - Mutamenti di prospettive economiche e nuovi Valori". L'introduzione del presidente Tommaso Torrini ha dato il via al dibattito. Cambiare il mercato floreale è possibile?".

 

"Certamente - proseguono - è voluto da tutti coloro che hanno a cuore una scelta eco-sostenibile dei fiori. Le sorelle Cugusi di Puscina Flowers, socie fondatrici di Sfi, da anni hanno accettato la sfida di coltivare i fiori in modo rispettoso dei ritmi della terra: ci hanno parlato della loro esperienza volta a recuperare varietà floreali antiche mescolate alle essenze spontanee della flora valdorciana".

 

 

 

"Abbiamo avuto anche la testimonianza di Alessia Spinetti - continuano - socia della cooperativa Flora Toscana, che ogni anno offre gratuitamente i fiori degli allestimenti Sfi. Alessia coltiva gli anemoni senza diserbanti né concimi chimici e ottiene fiori vigorosi, più adatti a sopportare gli sbalzi di temperatura e che, una volta recisi, durano più a lungo delle varietà di importazione estera".

 

Continuano gli organizzatori: "La maggiore qualità dei fiori coltivati in modo sostenibile è stata riscontrata anche dalle aziende del collettivo Italian Flower Farmers. Sfi ha voluto fortemente invitare le flower farmers diffuse in nord-Italia, lo ha voluto per la comunione di valori, lo ha voluto per tendere una mano a queste realtà coraggiose".

 

"Con piacere - rimarcano - abbiamo accolto Olga’s Flowers Farm, Cascina Brontola e Viale Flower Farm. Ci hanno raccontato le loro esperienze sotto il grande tiglio di Sant’Angelo. Rivolgiamo a loro, come a tutti i professionisti e le aziende che vorrebbero essere partecipi di un cambiamento positivo per le nostre terre, l’opportunità di associarsi a Sfi ed entrare a far parte della nostra Rete Slow Flowers, una piattaforma digitale che raccoglie floral designer e flower farmers attenti ad una scelta eco-sostenibile dei fiori".

 

"Questa dinamica che ha rivoluzionato il mercato floreale statunitense - sottolineano - muove i primi passi anche in Italia, suscitando l’interesse e lo studio dell’Università di Agraria di Firenze tramite la professoressa Silvia Scarabuzzi. Ce ne ha parlato la dottoranda Sara Gabellini: un ricco intervento frutto dello studio triennale condotto grazie alla promozione di Flora Toscana".

 

"La tavola rotonda - ricordano - si è conclusa con l’appassionato discorso del professor Paolo Fontana, affettuosamente chiamato il "Guru delle api". Le api e gli insetti impollinatori sono i veri protagonisti di questo evento di Sfi: pungiglioni e dolcezza, la meraviglia della biologia. La coltivazione sostenibile dei fiori è necessaria anche e soprattutto per nutrire le api, per far sì che non muoiano avvelenate dai troppi prodotti chimici. Le Flowers farm coltivano molti fiori ed essenze diverse in modo che le une rafforzino le altre: la biodiversità è la legge fondamentale della vita. I fiori slow non hanno forme perfette, ma prolungano la loro bellezza nel tempo: sono elogi all’imperfezione".

 

"Ringraziamo l’Associazione Sant’Angelo APS che ci ha ospitato - tengono ancora a dire - e che ha sostenuto i valori di Sfi partecipando alla Tavola Rotonda, cucinando per i volontari e i visitatori, accogliendo tutti noi in un grande abbraccio. Le due giornate ad ingresso libero sono state piene e significative: più di duemila persone hanno goduto della musica, dei pranzi sul prato col panorama del Chianti, degli allestimenti floreali onirici. Abbiamo organizzato workshop di composizione floreale, di coltivazione, di presenza digitale, di acquerello botanico. Sfi vuole formare una nuova cultura del fiore e per questo ci rivolgiamo a tutti: sia agli appassionati che ai professionisti".

 

 

 

"Siamo convinti che ognuno - argomentano - possa dare il proprio contributo per far conoscere i fiori e raccontarne la storia. Impariamo a conoscerli, insegnamo a lasciarli respirare. L’antica chiesa di Sant’Angelo ha ritrovato l’incanto grazie alle fronde del bosco che la adornavano: il profumo di biancospino, la delicatezza della rosa canina hanno circondato le melodie del Duo Nuda Voce".

 

"Tutto questo - concludono - non sarebbe stato possibile senza il contributo fondamentale dei volontari. Quest’anno più di 100 persone hanno risposto alla ‘chiamata’ di SlowFlowers Italy e hanno lavorato con impegno e speranza, creando i meravigliosi allestimenti che hanno riempito le stanze vuote di Sant’Angelo. I volontari sono la nostra linfa vitale: ogni anno li aspettiamo a braccia aperte, ogni anno sanno sempre sorprenderci. Si creano nuove amicizie, si raccontano storie intessute di petali e di voglia di far parte di qualcosa che sa di bello e di buono".

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