IMPRUNETA – Nonostante l'"adesso basta" espresso dal neosindaco di Impruneta Alessio Calamandrei (clicca qui per leggere l'articolo), non accennano a placarsi le polemiche incrociate sul progetto di riqualificazione della piazza di Tavarnuzze.
Per la quale i lavori stanno per partire, e che pare destinata a diventare la prima linea del fronte per la neonata maggioranza del Pd appena eletta nel consiglio comunale. Con bordate che arrivano da tutte le parti.
A proposito di Pd è uno dei suoi membri più rappresentativi, il tavarnuzzino Claudio Guardi (in foto), già garante delle primarie, a inviarci un intervento-metafora sul tema. In puro stile "guardiano", vista la sua abitudine (da vignettista-umorista) a scrivere… in punta di penna. Ecco a voi "La metafora della torta".
"Prendete un gruppo di amici squattrinati, a cui una vicina di buon cuore ha regalato i soldi per comprare gli ingredienti per una torta.
Nasce la discussione sul tipo di torta da fare: Millefoglie, Crostata, Ciambellone, Torta della nonna; come sempre alcuni amici sono in tutt'altre faccende affaccendati, non si esprimono, giocano col telefonino, guardano lo sport in tv.
Tra quelli che si interessano, viene scelta la Torta della Nonna. La discussione continua, perché qualcuno ci vuole l'uvetta, chi i pinoli e chi insiste per le noci, chi usa il lievito vaniglinato e chi quello normale. e qualche esoterico insiste per mettere un po' di farina di riso, che viene tutto più friabile.
Ma alla fine si concorda sulla ricetta; solo, si capisce che bisogna aumentare un po' gli ingredienti altrimenti qualcuno resta a bocca asciutta. A sera il forno è caldo, 200 gradi, gli amici stanno finalmente per infornare quando quelli che leggevano il giornale, spippolavano al cellulare, guardavano il calcio in TV insorgono dicendo: "noi veramente pensiamo che sarebbe meglio un Millefoglie!"
Eccoci: quali possibilità ci sono di trasformare in corso d'opera una Torta della Nonna pronta per il forno in un Millefoglie? Zero. E se proprio si insiste a volere il Millefoglie, non resta che buttare nel cassonetto la Torta della Nonna e ricominciare da capo, perdendo tempo e denaro; quel denaro che, come detto all'inizio, i nostri squattrinati amici non possiedono.
Come avrete capito, gli amici squattrinati sono i cittadini di Tavarnuzze e il Comune, la vicina gentile è impersonata da Regione e Autostrade che cacciano i soldi; la Torta è il Birillo, chi discute sul tipo di torta e ricetta sono i tanti cittadini che hanno partecipato alle assemblee e detto la loro quando era il momento; quelli che si sono svegliati dal torpore fuori tempo massimo interpretano. sé stessi.
L'aumento degli ingredienti per sfamare tutti non è che il necessario ampliamento esterno del Birillo per far posto ai servizi e all'ascensore imposti dalle norme.
E il risultato? Quello, è il medesimo per la Torta della Nonna e per la Piazza di Tavarnuzze: oggi, col forno caldo, o si procede a infornare questa torta e questa piazza, o si buttano via tempo, soldi, torta e piazza".
Claudio Guardi
LE LETTERE IN RISPOSTA ARRIVATE IN REDAZIONE
"Leggendo la lettera di Claudio Guardi sulla piazza di Tavarnuzze mi è venuto da pensare: non sarà che il Pd Imprunetino, pensando e progettando la piazza di Tavarnuzze come se avesse davanti una torta sia come al solito riuscito a fare solo un bel pasticcio?
Del resto, le poche opere realizzate con la giunta Beneforti a Tavarnuzze non sono certo dei capolavori! Certo è che già dalle prime battute con un nuovo sindaco sembra che ad Impruneta non sia cambiato proprio nulla. Peccato…".
Alessandro Brogi
"Mi sento in dovere di rispondere alla storiella del sig. Guardi: sinceramente non ho mai sentito parlare di un dibattito per la scelta degli ingredienti, (e non perché stavo guardando la televisione o spippolando il cellulare…) ma se mai ho sentito dire che qualcuno li aveva già scelti e ne informava la popolazione.
Già all'indomani del concorso per il progetto di riqualificazione della piazza chi si è provato a contestare gli ingredienti scelti si è sentito rispondere: "ormai si fa così, ormai è tardi per cambiare"…anche se il forno non era ancora acceso…
Senz'altro il progetto andrà avanti, ma che almeno non si voglia far passare come progettazione partecipata quella attuata dal nostro comune negli ultimi anni per la piazza di Tavarnuzze".
Lucia Lorini
di Redazione
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