TAVARNELLE (BARBERINO TAVARNELLE) – Giulia Mulas, 25 anni, tavarnellina, frequenta la magistrale in Psicologia clinica a Firenze.
Il primo febbraio è partita per l’Erasmus a Tenerife. Dove divide l’appartamento con una ragazza italiana che segue il suo stesso percorso di studi. E dove dovrebbe rimanere fino a luglio.
Però purtroppo prima di metà marzo questa bellissima esperienza, che offre un arricchimento a livello sia culturale che personale, ha preso una piega che Giulia non avrebbe mai immaginato.
L’epidemia, presto classificata come pandemia, è arrivata anche nella Comunità Autonoma delle Canarie. Che circa un mese fa contava meno di cento casi. Mentre ad oggi sono oltre 1.800.
All’incirca in contemporanea con l’Italia, alle Canarie sono state adottate delle restrizioni (giustamente) rigorose, con molti controlli. Adesso sembra che il picco sia stato superato. E si intravede uno spiraglio di luce in fondo al tunnel.
“Ero qui da poco più di un mese quando è stato proclamato lo stato di emergenza in Spagna – inizia Giulia – Sono stati chiusi tutti gli esercizi non necessari, le scuole, le università. Il 13 marzo ho seguito l’ultima lezione. Il 16 è iniziato il “confinamiento”, cioè la quarantena”.
“La mia università mi ha subito contattato per sapere se volessi rientrare – racconta – Mi sono consultata con gli altri ragazzi in Erasmus e abbiamo deciso di rimanere. Personalmente credo fosse la soluzione migliore per tutelare me stessa, ma soprattutto i miei familiari a casa”.
“Le restrizioni sono le stesse che ci sono in Italia – dice – Io e la mia coinquilina siamo uscite giusto un paio di volte per fare la spesa. I controlli sono molto frequenti: la polizia passa spesso e adesso ci sono anche i militari. Le multe sono veramente alte. In giro non si vede nessuno, se non qualcuno con il cane o con le buste della spesa”.
“Le giornate scorrono abbastanza bene – prosegue – Facciamo lezioni online e esercitazioni. E quando ci avanza del tempo ci portiamo avanti con lo studio, in vista degli esami. Che aspettiamo di sapere in che modalità si svolgeranno. Certo è che le università spagnole non riprenderanno le lezioni presenziali”.
“Da Firenze l’Università ci segue costantemente – dice ancora – Tramite numerose mail ci chiede feedback sullo svolgimento dell’Erasmus. E ci ha garantito che, se volessimo tornare a casa, potremmo continuare dall’Italia il piano di studi spagnolo”.
“Tutti i giorni aspettiamo le 19 per l’applauso rivolto a chi lavora nel settore sanitario – aggiunge – Chiudiamo i libri e passiamo del tempo al sole in terrazza. I vicini mettono un po’ di musica, cercando di riportare l’allegria a ritmo di latino. Trascorriamo il resto della serata tra chiacchiere, videochiamate e Netflix”.
“Noi Erasmus a Tenerife siamo ottimisti – conclude Giulia – Speriamo entro la fine del mese di poter riprendere gradualmente da dove ci siamo interrotti. E di poter finalmente “disfrutar la isla”. Godendoci gli ultimi mesi che ci restano di questa esperienza”.
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