SAN CASCIANO – Woby Mask è una bellissima associazione nata in questo periodo, una forma di solidarietà tutta nuova e degna di lode, una risposta collettiva al Covid-19. E pochi giorni fa è “approdata” anche a San Casciano.
Woby è l’acronimo di “way of beauty”, “perché dobbiamo essere belli anche con le mascherine, perché è un bel gesto, e perché chiunque partecipa è una bella persona”, ci dice il presidente Andrea Pazzaglia (in foto sotto), trentenne marchigiano che vive e lavora a Firenze.
Andrea tiene a specificare che insieme a lui ci sono tantissimi volontari. Tutti loro contribuiscono a una sorta di filiera che consiste nel procurare il materiale, fare le mascherine e distribuirle ai commercianti, per far sì che chiunque di noi possa averle gratis, magari con un’offerta libera.
I numeri sono già importanti: più di 60 le sarte che hanno aderito, almeno 50 gli esercenti e oltre 25.000 le mascherine distribuite e in produzione. Si tratta di mascherine in TNT doppio strato, da 70 grammi l’una.
Non certificate (ma non è richiesto), igienizzabili e riutilizzabili: basta lavarle a 60 gradi appena “acquistate” e poi dopo ogni utilizzo. E per di più alcune sono vere opere d’arte, decorate e colorate.
“L’associazione Woby Mask è nata nel quartiere di San Niccolò (Firenze), dove abito – a parlare è sempre Andrea Pazzaglia – Si è espansa attraverso il Comitato Cittadini per Firenze. Attualmente è presente in Toscana e nelle Marche, ma l’obiettivo è di raggiunge tutta l’Italia e il mondo”.
“E’ un’associazione apolitica, con fini sociali – prosegue – Mira ad essere un aiuto che va al di là della mascherina: è un importante segnale di comunità. Coinvolge persone con professionalità diverse, tra cui le sarte, senza le quali Woby Mask non esisterebbe”.
“Un’azienda ci fornisce il TNT, che poi arriva direttamente a casa delle sarte – spiega – Una volta realizzate, le mascherine vengono depositate presso il commerciante che ha aderito: dieci al giorno. E’ possibile trovarle grazie ad una mappa interattiva”.
“Con il ricavato delle offerte libere recuperiamo le spese del tessuto – aggiunge Andrea – E facciamo delle donazioni. Per ora abbiamo donato 500 euro a Careggi e al Santa Maria Nuova. Speriamo di donare la stessa cifra pure al San Giovanni di Dio e al Santa Maria Annunziata”.
Grazie a Debora Santini l’iniziativa è partita anche a San Casciano. Dove è stata subito accolta ben volentieri.
Partecipano già tre sarte, la quarta si è proposta proprio ieri. Il Bar Cinelli (al Bardella) ha iniziato la distribuzione il 22 aprile. Il negozio di calzature Le Follie e l’edicola-libreria-enoteca Carlo Lotti Winery (entrambi in centro) si sono resi disponibili.
“Sono venuta a conoscenza di Woby Mask tramite mio cugino, che sta collaborando a Firenze – interviene la sancascienese Debora Santini – Mi è sembrata una bella idea attivare il progetto qui a San Casciano”.
“Grazie a un sancascianese che lavora a Firenze abbiamo reperito il materiale – racconta – E le sarte si sono messe subito al lavoro. Sono signore del paese che hanno colto l’occasione per sentirsi attive e per passare del tempo”.
“Per non metterle a rischio – ci tiene a specificare – vado a casa loro a portare il materiale e a prendere le mascherine una volta pronte, ovviamente sempre rispettando le regole di sicurezza”.
“Ci piacerebbe che l’iniziativa si estendesse anche alle frazioni di San Casciano e agli altri comuni chiantigiani – conclude Debora – Se delle sarte o dei negozi fossero interessati possono scrivere a debora70@gmail.com”.
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