BOTTAI (IMPRUNETA) – Si parla spesso di abbattere le barriere architettoniche per i portatori di handicap, e trovare soluzioni idonee per agevolarli nelle loro difficoltà (e nei loro diritti).
Purtroppo ancora oggi, oltre al dover combattere spesso malattie e invalidità pesantissime, si trovano a scontrarsi con la realtà. In cui le istituzioni, che hanno il dovere di risolvere (naturalmente dove esistono le possibilità) non lo fanno.
E non possiamo fare finta di nulla. O tantomeno rimandare a chissà chi. Serve dare risposta a situazioni importanti, fondamentali, nella vita di tutti i giorni.
Per chi poi ha la “sfortuna” di vivere sul confine di due diversi comuni, sembra complicarsi qualsiasi cosa.
Siamo in località i Bottai, frazione del comune di Impruneta: qui in via Cassia, angolo via Colleramole, vive con la famiglia Vanessa Vanni.
La donna soffre di una malattia degenerativa, che combatte con grande dignità.
“Nel mese di ottobre 2019 ho preso contatto con il Comune di Impruneta – ci racconta – chiedendo la possibilità di avere un posto auto per disabili più vicino possibile alla mia abitazione. La soluzione proposta sarebbe stata di un parcheggio all’inizio di via Colleramole, sul lato del marciapiede. La strada è molto larga in quel tratto ma il problema è che ci troviamo nel comune di Firenze”.
Sembra una situazione che si possa concretizzare. Ma non è così. “Ho interpellato la polizia locale di Impruneta – prosegue Vanessa – che mi fece presente che loro non potevano fare niente, ma che si sarebbero messi in contatto con il Comune di Firenze per trovare una soluzione”.
Che però, per adesso, non è stata trovata: “Una mattina sono arrivati un tecnico da Firenze e la polizia locale per prendere visione della situazione, mi fu detto che tempo una settimana mi avrebbero fatto sapere qualcosa. Ma da ottobre 2019 a oggi, giugno 2020, non ho risaputo niente”.
Ha provato a fare un sollecito? “Certo – risponde – ho parlato anche con il sindaco di Impruneta, che devo dire è stato disponibile, ma essendo il posto auto da realizzare nel comune di Firenze, la competenza è fiorentina”.
Siamo andati sul posto: lo stallo potrebbe essere realizzato sul lato del marciapiede, distanziato dall’incrocio sulla via Cassia sotto il negozio. Così Vanessa, senza attraversare la strada, potrebbe essere autonoma nel prendere l’auto senza chiedere l’aiuto dei familiari.
Francamente otto mesi per prendere una decisione ci sembrano davvero troppi, così ci impegneremo a dare una mano nelle nostre possibilità a Vanessa. Per far rispettare i suoi diritti.
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