SAN CASCIANO – Ogni singolo spazio nel quale è possibile sostare, anche per poco tempo, con auto o furgoni fuori dai centri urbani, magari sicuri di non essere osservati, è buono (purtroppo) per abbandonare qualsiasi tipo di materiale.
Disperdendolo in fossati, tra la vegetazione; oppure, più semplicemente, basta aprire uno sportello, scaricare l’intera vecchia camera da letto e ripartire “felici” di essersi sbarazzati di tutto, tanto qualcuno provvederà a ripulire.
E’ quello che è successo pochi giorni fa in uno slargo lungo la via Cassia per Firenze, appena usciti da San Casciano.
Per chi è pratico del posto, sotto la cappellina della Madonna del buon viaggio: dove cassetti e mobili sono stati abbandonati a pochi metri dalla strada.
Dopo la segnalazione di un nostro lettore, dispiaciuto nel vedere il territorio preso come discarica, siamo andati a vedere.
Oltre alla mobilia, abbiamo notato che nella scarpata c’è tanta altra roba: sacchi di vestiario e immondizia, bottiglie di vetro e plastica, taniche (sempre di plastica), un vecchio materasso, lo schermo di un computer, calcinacci.
Ma la cosa che ci ha stupito è che ancora ci sono i pezzi di una Fiat Seicento: la polizia locale di San Casciano, nel mese di giugno 2020, era riuscita a risalire al proprietario che li aveva abbandonati, sanzionandolo con una multa di più di 2mila euro.
Ma a distanza di quattro mesi i pezzi sono ancora lì. E immondizia, si sa, “chiama” immondizia.
E alla fine il timore fondato è che tutta questa inciviltà la debba pagare una persona sola, facilmente rintracciabile: ovvero il proprietario del terreno.
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