La Compagnia “Lo Sdrucciolo” porta in scena uno spettacolo tratto da “I dialoghi della vagina”

Stasera nell'arena dentro le mura (già tutto esaurito) per la regia di Gianni Mazzei, il tema femminile nella sua dinamica intima e profonda. Con ironia, orgoglio ed eleganza

SAN CASCIANO – “Se se ne parla, non è un problema”: è il titolo che la Compagnia Teatrale “Lo Sdrucciolo” porta in scena oggi, venerdì 24 settembre, nell’Arena estiva dentro le mura, in via Lucardesi 10 a San Casciano.

Per la regia di Gianni Mazzei, gli interpreti sono Cristina Brandi, Caterina Bussotti, Eleonora fattorini, Silvia Frosali, Linda Giuliani, Gloria Mazzini, Laura Zecchi. Ballerini: Patrizia Gallori e Adriano Gatrizzi. Musica dal vivo: Paolo Paolini. Amplificazione: Omikron. Multi visione: Giancarlo Bartolozzi. Disegni: Olimpia Mazzei. Tecnico del suono: Massimiliano Micheli.

“I monologhi della vagina” è un’Opera Teatrale di Eve Ensler (New York 1952) rappresentata per la prima volta a Broadway nel 1966. Nelle prime rappresentazioni l’autrice recitava la storia di varie donne che aveva intervistato e che raccontavano le loro esperienze riguardo alla loro vagina, rompendo un tabù molto profondo.

Alla fine di ogni spettacolo c’erano altre donne che chiedevano di poter raccontare le loro esperienze, a dimostrazione del fatto che una volta rotto il tabù, si liberava un fiume in piena di memorie, rabbia e dolore.

Lo spettacolo fu ripreso in tutto il mondo da altre donne che volevano infrangere il silenzio sui propri corpi e sulle proprie vite, all’interno della comunità di appartenenza e del contesto culturale in cui vivevano, consapevoli che se una cosa non viene nominata, non è vista e quindi non esiste.

Il significato dell’opera cambiò e, da celebrazione delle vagine e della femminilità, divenne il simbolo della nascita di un movimento contro la violenza sulle donne: un manifesto contro la violenza nella lotta quotidiana di tutte le donne del mondo.

Il testo rappresentato dalla Compagnia “Lo Sdrucciolo” è una libera riduzione e interpretazione del testo originale, immagini, musica, parole, simboli che mantengono il significato originario ricercando la dimensione meno drammatica e violenta dei racconti scelti, anche se ugualmente profonda e intima.

Con un po’ di umorismo e trasgressione, le vagine prendono la parola per raccontare e raccontarsi attraverso voci diverse, che sanno essere serie, divertite, fantasiose e ironiche, senza enfasi senza vittimismo e sempre con orgoglio ed eleganza.

Per l’argomento trattato lo spettacolo è rivolto a un pubblico adulto.

Per le restrizioni alle normative-Covid, il numero degli spettatori è ridotto e, purtroppo, in breve i posti sono andati esauriti. La speranza è di un bis, anche se al momento non ci sono certezze e date. 

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