IMPRUNETA – La vicenda dei rimborsi sui rimborsi, da parte di Publiacqua, da corrispondere a chi non usufruisce della depurazione dei reflui, un vero e proprio "cavallo di battagli" negli ultimi anni dei Verdi per Impruneta, diventa una… "novella on line".
"Stanno infatti giungendo in questi giorni nelle case degli utenti del comune di Impruneta – dicono – le "note di credito" emesse dal gestore del servizio idrico relative all'ultima tranche dei rimborsi dovuti, con relativi interessi, relativi alle annualità 2003, 2004 e 2005, mentre i rimborsi degli anni 2006/2008 sono avvenuti in più bollette nel corso dello scorso biennio: una sorta di vero e proprio rimborso… col contagocce".
"A volte però – dicono ironici – anche le “novelle dello stento” giungono a conclusione. Per ricordare l'evento abbiamo pubblicato un "diario" che ripercorre la vicenda, dalla sentenza della Corte costituzionale del 2008 fino ai giorni nostri. Sfogliando il diario e scorrendo i numerosi interventi e le iniziative effettuati dai Verdi sulla questione, le repliche di Publiacqua, gli articoli degli organi di informazione cartacea e on line, una cosa risalta all'occhio: l'assenza di pubbliche prese di posizione del Comune sulla questione, che pure di Publiacqua sarebbe anche socio".
Il "Diario del rimborso della (mancata) depurazione" è consultabile anche on line, tramite Internet su http://issuu.com/verdiimpruneta.
"Come si ricorderà a Corte di Cassazione – dicono i Verdi – nell’ottobre 2008 (sentenza n. 335) aveva dichiarato la illegittimità costituzionale di alcuni commi di due normative (la legge 36/1994, cosiddetta “Legge Galli” e del decreto legislativo 152/2006 che detta “Norme in materia ambientale”), nella parte in cui queste prevedono che la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione sia dovuta dagli utenti “anche nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti centralizzati di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi”. Nella fattispecie la Corte aveva stabilito che la quota relativa alla depurazione, richiesta fino ad allora agli utenti della fornitura idrica, non si configura come tributo, ma costituisce il corrispettivo di un servizio reso: quindi se non vi è il servizio (il depuratore), non può essere chiesto il corrispettivo".
"E’ questa – spiegano – una situazione che interessa circa un terzo degli utenti del territorio provinciale, tra cui anche gli abitanti del capoluogo imprunetino (e di altre frazioni) dove il depuratore ancora manca, nonostante che l’opera fosse da anni stata annunciata e mai realizzata (e neppure progettata al 2008, motivo per cui su Impruneta il rimborso dovuto per la mancata depurazione è totale, rispeto a quanto pagato dall'utente)".
"Per i ritardatari c'è ancora poco tempo per richiedere il rimborso – ricordano – ma solo fino al prossimo 30 settembre 2014, per presentare la classica “domandina” a Publiacqua, dopo tale data niente più rimborsi. Dal sito di Publiacqua, digitando il numero riportato sulla bolletta, è possibile conoscere i dati relativi alla propria utenza e sapere se si rientra fra quelle ricomprese nelle zone non servite dalla depurazione".
di Redazione
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