IMPRUNETA – Dopo le schermaglie dei giorni scorsi fra membri del Pd imprunetino e della lista Il Coraggio di Cambiare, che hanno infiammato in particolare le bacheche dei social netowrk, tocca al capogruppo in consiglio comunale del CDC, Riccardo Lazzerini, mettere nero su bianco le sue opininoi sulla gestione dell'emergenza strutture scolastiche (ma non solo) a Impruneta.
"Siamo consapevoli – dice Lazzerini che con la crisi economica e di lavoro che stiamo vivendo, non rimane certo il tempo per guardarci intorno ad osservare quella stessa strada che percorriamo tutti i giorni, nella quale c’è qualche buca in più e qualche negozio in meno. Quello stesso paese, nel quale diviene normale il lampione rotto, la mancanza atavica di iniziative culturali se non relegate alle volenterose associazioni presenti nel territorio e di un piano di sviluppo concreto".
Tutto questo per dire che… "in questa “perfetta” continuità amministrativa, degna di una staffetta olimpica, tutto appare come prima se non peggio; il senso di immobilismo continua ad avvolgere come un manto il nostro comune; unica eccezione, per adesso, la discussa piazza di Tavarnuzze che, segna appunto l’elemento di congiunzione generato dalla deficitaria amministrazione passata e quella (che non brilla) presente".
"L'assenza della politica – attacca Lazzerini – consegna nelle mani dei (quasi) dirigenti la strategia futura del nostro territorio… in questa ingrata congiunzione astrale che colpisce la gattopardesca giunta comunale e che, di conseguenza, investe noi cittadini si inseriscono due argomenti di estremo rilievo: la gestione associata e la scuola".
Partendo dalla gestione associata (con Bagno a Ripoli), Lazzerini la definisce "in fase avanzata (con tanto di delibere e atti di indirizzo). Racconta della svendita del nostro Comune verso il lido ripolese passando per una gestione associata di servizi (praticamente tutti ma con avvio nel settore sociale) che prevede all’orizzonte la vera e propria “fusione” dei due comuni".
"In merito a ciò – rincara – nessun cittadino è stato consultato ma, sappiamo per certo, (scritto in delibera) che il nostro comune punta ad ottenere tre figure dirigenziali (non ottenibili altrimenti dai comuni sotto i 15.000 abitanti come il nostro!) a discapito del comune di Bagno a Ripoli che passerebbe da sei a tre. Una manovra che accontenta qualcuno a discapito di un vero “risparmio di sistema”, unica cosa auspicabile in questi casi".
"Il Coraggio di Cambiare – annuncia – si sta attrezzando per proporre una consultazione popolare nel merito della questione sopracitata, soprattutto alla luce del fatto che, grazie ad una nostra mozione (presentata da Sandro Bressi) sulla partecipazione ed adesione alla relativa Legge Regionale Toscana, approvata dal consiglio comunale, il nostro Comune non può sottrarsi da questo percorso".
Capitolo scuola, il più torrido in questi mesi: "Le strutture scolastiche – dice Lazzerini – meritano un ragionamento a parte; ritengo grave che l’amministrazione in carica, non si sia adoperata da subito per intervenire in una situazione altamente critica e nota già prima della campagna elettorale. Avevamo un piano chiaro 9 mesi or sono, espresso a chiare lettere in campagna elettorale, piano che non è stato preso minimamente in considerazione".
"Per cui – dice – è l'ora di smetterla con la storia dell'opposizione irresponsabile. Oggi l'unica responsabilità riconosciuta è quella della maggioranza che deve dare risposte veloci e chiare a questa situazione difficile. Dopo nove mesi, l’unico provvedimento preso è stato quello di chiudere il plesso di via Roma, trasferendo i bambini della materna nella elementare Paolieri, generando una situazione al limite del buon senso".
Lazzerini sul tema ne ha di cose da dire…: "Ma le sorprese non finiscono qua, in quanto la sopracitata scuola “chiusa” rientra nel piano triennale delle alienazioni (in vendita), nonostante un finanziamento regionale ottenuto attraverso la partecipazione ad un bando vinto dalla passata amministrazione".
"Come in un brutto film dell’orrore – prosegue – e secondo il detto “le disgrazie non vengono mai orfane”, arriviamo all’oggi, con i preannunciati lavori del Provveditorato alle Opere Pubbliche sulle elementari Paolieri (durata dell’intervento 6 mesi, inizio non specificato!). In un sol colpo, delle tre scuole disponibili (su Impruneta) per l’anno a venire, soltanto una sarà disponibile (scuola media in piazza Accursio, proprietà della Curia in affitto a 120.000 euro all’anno). Ed ecco la frittata pronta e servita!".
"In tutto ciò – evidenzia il capogruppo consiliare del CDC – c’è una visione futura tutt’altro che certa, fatta di se e di ma, assolutamente “non partecipata” e che si poggia su “fantomatici” finanziamenti tutt’altro che certi per la realizzazione del nuovo plesso scolastico sul capoluogo. Ritengo che, in un momento drammatico dal punto di vista economico come questo, si debba agire su ciò che si ha (materna via Roma – elementari Paolieri… impensabile vendere) e su questo costruire un futuro certo per i tre ordini scolastici nel capoluogo; qualsiasi spostamento totale o parziale fatto oggi, di uno o più ordini, dovrà soddisfare i due centri maggiori (con date e luoghi certi ) domani".
"Non è pensabile – rilancia – il nostro territorio senza i tre ordini scolastici sia a Impruneta che a Tavarnuzze per il pieno diritto allo studio della scuola dell’obbligo. Non mi convincono promesse “scritte” relative alla costruzione del nuovo plesso scolastico (nello specifico si fa riferimento al primo lotto della materna) in un luogo sottointeso (la terza piazza) per il primo settembre 2015. Percorso assolutamente non condiviso attraverso i normali canali partecipativi".
Poi conclude così: P"artendo dal fatto (per niente scontato) che la materna di via Roma non deve essere venduta ma risistemata, che l’elementare Paolieri sarà pienamente disponibile nel 2015 (forse in parte da settembre 2014), auspico che qualunque soluzione alla quale addivenga l’amministrazione che, spero essere concertata con la preside e i vari organismi scolastici, non nasconda la “voglia matta” di cancellare uno o più ordini scolastici dal panorama “Impruneta paese”… il depauperamento del capoluogo è già troppo avanzato per permettersi di perdere per sempre anche la scuola e il suo indotto economico e culturale. Se tutto ciò lo uniamo alla già richiamata “svendita” del nostro comune verso Bagno a Ripoli, c’è da chiederci: cosa rimane?".
di Redazione
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