IMPRUNETA – E’ giunta solo stamattina la riflessione pubblica del sindaco di Impruneta Alessio Calamandrei sull’emergenza scuola (clicca qui per leggere l'articolo), ma questo non è bastato a calmare gli animi infuocati di genitori esasperati e stanchi della situazione attuale.
Che hanno deciso di fare irruzione nel consiglio comunale. Alle 18 di oggi, giovedì 20 marzo, piazza Buondelmonti era quasi desolata, probabilmente per il pre-partita Fiorentina-Juventus: ma a un tratto iniziano a spuntare fuori come funghi alcuni gruppi di mamme sparsi qua e là, davanti all’edicola, al bar e al Comune stesso.
Nel giro di qualche minuto si radunano almeno venti-venticinque persone davanti al palazzo Comunale e si capisce subito quale sia l’argomento di conversazione: la scuola. Ci racconta infatti una mamma: “Mio figlio va alle elementari e la situazione è disastrosa: il piano terra, giardino incluso, è occupato dai bambini dell’asilo e così quelli delle elementari non ne possono usufruire. Ma non possono andare nemmeno in terrazza perché sono troppi”.
“Che succederà il prossimo anno?”: domanda da un milione di dollari. “Se trasferiranno i nostri bambini a Tavarnuzze come saranno trasportati? Da chi?”.
Continuano a infuocare le polemiche anche in seguito alla dichiarazione del sindaco sulla decisione di non ristrutturare il plesso di Vva Roma: “Umido e pioggia? Sono problemi di tutte le abitazione” interviene un babbo.
Intanto continuano ad arrivare altri genitori grazie anche al passaparola e a giri di chiamate seduta stante. “Io sono qui come genitore ma anche come commerciante – si sente dire – Perché se verranno spostate le scuole a Tavarnuzze la nonna che va a prendere il figlio da scuola non si fermerà più da me. Doveva essere una decisione da prendere tutti insieme”.
Quando entriamo in sala comunale sta parlando Sandro Bressi, consigliere comunale di opposizione (Il Coraggio di Cambiare), sui finanziamenti per la ristrutturazione dell’asilo in via Roma.
Tutto fila liscio fin quando il sindaco Calamandrei spiega che sono stati investiti 3-4 milioni di euro nelle scuole già nella precedente legislatura: una scossa di agitazione e parlottio scuote il pubblico che non si sta perdendo una parola. “Dove li hanno messi? Sotto il pero?” ironizza una mamma.
Nel frattempo continuano ad arrivare altri genitori, riempiendo la sala. Ironia e sarcasmo scuotono il pubblico quando il primo cittadino spiega che ci vorrebbero 300mila euro per rimettere il tetto dell’asilo: la reazione non si fa attendere: “Che è, d’oro?”.
L’apice viene raggiunto quando Calamandrei afferma di aver concluso il suo intervento, dopo aver illustrato il piano per l’asilo e le medie. E le elementari? E’ questa la domanda che serpeggia tra il pubblico, prima a bassa voce, poi alzando un po’ il volume, venendo ripresi dal presidente del consiglio comunale.
Ma non si arrendono, questi genitori, vogliono farsi sentire oltre che ascoltare e capire. Proprio per questo viene proposto un confronto aperto con i genitori da parte di Riccardo Lazzerini, capogruppo in consiglio comunale per Il Coraggio di Cambiare.
Dopo l’intervento di Francesca Buccioni, assessore alle politiche della formazione, sul fatto che la scuola non sia solo una questione edilizia, ma anche garante di servizi e soprattutto centro aggregativo e associativo per le nuove generazioni, viene richiesta una breve pausa che suscita subito reazioni: “E' una pausa strategica, ci vogliono buttare fuori”.
Escono dal palazzo comunale proprio così come ci sono entrati questi genitori, tante domande e nessuna risposta certa. Parlano di promesse non mantenute e di parole al vento. E una preoccupazione in più che non se ne va: “Che ne sarà dei miei figli a settembre?”.
di Costanza Masini
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