Altri 65 genitori dicono un secco “no” allo spostamento delle medie a Tavarnuzze

IMPRUNETA – In poche settimane sono cambiate tante cose: l’ora, il mese, la stagione… . Cambiamenti in vista dunque.

 

Ma non per il “caso scuola”. Continuano infatti le polemiche infuocate tra l’amministrazione comunale, con la sua scelta di trasferire le medie di Impruneta (temporaneamente secondo le indicazioni) presso il plesso scolastico di Tavarnuzze, e i genitori, che si oppongono a questa decisione.

 

La scorsa settimana, genitori e commercianti, uniti dall’obiettivo comune di mantenere le medie a Impruneta e conseguentemente di "salvare" il paese (basato sul piccolo commercio di prossimità che si giova anche della presenza degli ordini scolastici), hanno firmato una petizione raccogliendo ben oltre centosessanta firme in meno di quarantott’ore.

 

Questa settimana invece, protagonisti della “rivolta” sono 65 genitori (numero di firme raccolte e poi consegnate in Comune) degli alunni di quinta elementare e delle stesse medie di Impruneta, che chiedono al Comune di “astenersi dal trasferire le medie a Tavarnuzze”.

 

Cosa accomuna questi genitori? Semplice. La pura e semplice contrarietà al trasferimento, con le relative conseguenze.

 

Ciò che proprio non va giù a questi genitori è stato il “comportamento di chiusura intollerabile rispetto ai cittadini che, fino a oggi, è stato mantenuto anche di fronte a richieste formulate in maniera formale”, come scrivono.

 

Dunque il silenzio del palazzo comunale di questi ultimi mesi, caratterizzati da voci incontrollate che chiedevano rassicurazioni o perlomeno chiarezza sulle scelte dell’amministrazione, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

 

In particolare, alcuni di loro, percepiscono coma falso il problema dell’emergenza dei lavori sulla scuola elementare Paolieri illustrato dal sindaco Alessio Calamandrei nelle sue dichiarazioni di alcune settimane fa.

 

“Infatti il Provveditorato – ci dicono – con l’atto del 13 aprile 2013 ha prescritto che i lavori dovranno essere svolti prevalentemente nel periodo estivo in modo da garantire il normale svolgimento dell’attività scolastica. E pertanto si potrà procedere anche tramite la consegna frazionata di essi”.

 

“Dove sta dunque l’emergenza?” si chiedono. Ancora, si domandano “se siano stati valutati i costi e la fattibilità del sensibile rafforzamento del servizio di trasporto pubblico”. Oppure se “sia venuto in mente all’amministrazione di rinegoziare il contratto con la proprietà dei locali”.

 

Concludono le loro perplessità con la speranza che il sindaco possa riuscire a confrontarsi con la cittadinanza in un’assemblea pubblica per chiarire, o quantomeno illustrare, i suoi progetti.

 

Tante sono le domande di questi genitori che sono andati a scavare in atti, contratti, avvisi. Informatissimi probabilmente sulle questioni tecniche, ma servirebbe confrontarsi con un quadro generale, d'insieme, visto che su questioni come la scuola la decisione è sì tecnica ma anche politica.

 

Probabilmente la soluzione è a portata di mano, se solo l’Impruneta finisse di essere il “far-west” scolastico: collaborazione, comunicazione, cooperazione e confronto. L’unione, da sempre, fa la forza.

 

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di Costanza Masini

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