Il barriccoccio grande protagonista: da Impruneta alla rassegna enologica di Verona

VERONA – “Vinitaly: another love story in Verona”. Ebbene si, è un’altra storia d’amore quella che si è tenuta in questi giorni a Verona. Una storia d’amore tra espositori, visitatori e… noi del Gazzettino del Chianti. Che siamo saliti "in forze" a Verona scrutando e curiosando fra gli stand.

 

Da sempre infatti questa manifestazione è un punto di riferimento non solo per gli espositori o intenditori, insomma persone del settore, ma anche per i piccoli paesi, nel nostro caso quelli del Chianti, che vengono rappresentati a livello nazionale e internazionale.

 

Appena entriamo nell’area di riferimento tutti i nostri sensi vengono completamente inebriati: l’odore dei vini, dai rossi forti e intensi della nostra terra, ai profumi aromatici e delicati dei bianchi del nord, i nostri occhi non sanno dove fermarsi dall’abbondanza di stand, i rumori vengono amplificati dal brulichio incessante di visitatori, già ci pregustiamo i primi assaggi. E’ un paradiso terrestre.

 

Ma c’è una cosa che non tutti sanno.. Non siamo stati solo rappresentati con il vino. Per cosa l’Impruneta è conosciuta in tutto il mondo? La terracotta. Impruneta, la terra del cotto, è giunta fino al Verona per farsi conoscere in tutto il mondo.

 

Come coniugare il vino con la terracotta, vi chiederete. La risposta è la più semplice: opere di terracotta come contenitori. Non è una novità, infatti dai Greci ai Romani, passando per gli Etruschi, abbiamo molteplici testimonianze di anfore, orci, e altri oggetti.

 

Dove sta dunque la novità? Nella forma del contenitore, quello di una botticella, una barrique che è stata realizzata appositamente per ridurre le movimentazioni e le possibili rotture, dove il vino possa “affinarsi”.

 

Nel padiglione sette, allo stand dell’“Arcipelago Muratori” possiamo ammirare, infatti, delle splendide barrique di terracotta: a realizzarla sono stati proprio gli artigiani della nostra terra, una delle fornaci più note del paese, dando vita al rinomato “Barricoccio”.

 

“Barricoccio: l’unico vino al mondo che affina nella barrique di terracotta” leggiamo nei loro stand. Presenza importante, quella della terracotta di Impruneta, in una manifestazione alquanto distante dal tema dominante, che contribuisce a portare in tavola dei vini recuperando la loro memoria storica.

 

La 48esima edizione del Vinitaly dunque, è stata una vetrina molto importante pe il nostro territorio, vista anche la crisi economica degli ultimi anni, che ha permesso a molte aziende, alcune già consolidate, altre appena nate, di mettersi in mostra e cercare di entrare nel mercato con i prodotti e sapori tipici della nostra terra.

 

Coniugando l’antico e il moderno, la tradizione e la novità, i tratti tipici uniti dalla qualità dei prodotti e dalla dura fatica per realizzarli.

di Costanza Masini

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