IMPRUNETA – Un punto. Un soffio. Un granello.
Il rione del Sant’Antonio arriva secondo all’edizione numero 100 della Festa dell’Uva di Impruneta per un solo punto.
Sono stati infatti 46 i punti totalizzati dal rione bianco, contro i 47 del rione del Pallò, che si è aggiudicato la vittoria.
Un Sant’Antonio che ha punto sul mito per questa edizione del centenario, con un progetto (carri più spettacolo) che ha portato in piazza Buondelmonti il mito di Persefone.
“Vittima di una guerra non sua – è stata la storia raccontata dal rione bianco – ignorata tra la furia cieca di sua madre e il dolore abissale di Ade, Kore si rifiuta di essere una comparsa nella sua stessa vita e compie un atto estremo pur di rivendicare la propria voce e farsi ascoltare: mangia sei chicchi d’uva, legandosi per sempre al regno degli Inferi”.
“Quel gesto non rappresenta una resa – si dipana il racconto – ma la sua liberazione. È proprio da quella rinuncia, infatti, che nasce una regina. Non più Kore, ma Persefone: padrona del proprio destino, libera e consapevole, ponte tra la vita e la morte. Sovrana degli
Inferi e custode della vita”.
“Con il dono dell’uva e un patto scalfito nelle stagioni – è la conclusione – sei mesi negli Inferi, sei mesi sulla Terra – Persefone trasforma il sacrificio nel simbolo eterno di una donna che ha preteso il diritto di scrivere il proprio destino e poter scegliere chi essere”.
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