SAN DONATO IN POGGIO (BARBERINO TAVARNELLE) – Nella notte tra mercoledì 4 e giovedì 5 novembre il Chianti Bar di San Donato in Poggio è stato oggetto di una grave effrazione, da parte di ignoti.
Negli ultimi giorni peraltro, nella zona di San Donato in Poggio si sono verificate altre situazioni simili. E questo del Chianti Bar rappresenta l’ennesimo tentativo di furto di denaro in notturna.
Ladri nella farmacia comunale di San Donato in Poggio: smurata e portata via la cassaforte
Siamo in una zona del comune di Barberino Tavarnelle nella quale, fra le altre cose, da circa un mese anche la continuativa mancanza di segnale internet e di linea telefonica preoccupa cittadini, lavoratori e forze dell’ordine.
“I carabinieri erano passati qualche giorno fa a chiederci se andasse tutto bene” ci dicono le due proprietarie.
Militari passati dopo che erano state colpite la farmacia comunale accanto alla Coop e la ditta Thermoservice, a poche centinaia di metri dal Chianti Bar.
Che è collocato all’interno dell’area di distribuzione carburante lungo la Strada Provinciale 101 / via Sinigogola.
Le proprietarie sono state avvisate mercoledì notte dal sistema di allarme, scattato verso le ore 23.45: lo stesso che ha spinto il servizio dei vigili giurati a recarsi sul posto per un controllo.
Successivamente sono intervenuti anche i carabinieri di Barberino Tavarnelle, ma dei ladri nessuna traccia.
“Non hanno portato via niente – ci dicono – la cassa era vuota. Il totale dei danni effettivi ammonta però a circa 5.000 euro”.
I malviventi, infatti, sono entrati dalla finestra che affaccia sul campo. E rompendola con alcuni mattoni, sono riusciti ad entrare con violenza nel bar.
Quando sono entrati, facendo pressione con il loro peso, hanno completamente distrutto la vetrina di dolci e salati.
La loro irruzione è durata solo quattro minuti, comunque fatali per creare un danno notevole.
Non avendo trovato soldi contanti se ne sono subito andati, lasciando il Chianti Bar in un mare di vetri frantumati e arredi distrutti.
Così, alle due titolari non è rimasto altro da fare se non ignorare il timore (che comunque c’è e rimane costante), superare l’amarezza, e rimettersi al lavoro per riaprire l’attività (già ripartita a tempo di record).
©RIPRODUZIONE RISERVATA


























