IMPRUNETA – Alla fine, pur promettendo di non piangere, si è anche un po' commosso: perché per Gianpietro Righi, in Bcc Impruneta dal 1976, direttore generale dal 1984 al 2014, in pensione dall'inizio di gennaio, la banca di credito cooperativo non è stata solo un luogo di lavoro.
E' stata una scuola di vita ("in particolare i 21 anni con Cesare Vegni presidente"), un prolungamento per certi versi della famiglia: una seconda famiglia che lo ha salutato con tutto l'affetto che merita venerdì 30 gennaio, con una cena al ristorante "Il Battibecco".
"Dico grazie a tutti – ha detto ai dipendenti venuti a salutarlo – la banca siete voi, e non è un modo di dire. In questi 30 anni mi sono sentito quasi… coccolato. Ogni giorno. Vi abbraccio uno per uno e vi chiedo di continuare così anche con chi è stato chiamato a sostituirmi, Roberto Castellani".
C'era tutto il consiglio di amministrazione a salutarlo, il presidente Stefano Romanelli (in foto a sinistra, a destra Righi), lo storico presidente Vegni, il direttore della Federazione Toscana delle Bcc Roberto Frosini, il sindaco di Impruneta Alessio Calamandrei, i vecchi consiglieri. E, come detto, tantissimi dipendenti.
Del resto trent'anni alla guida di un istituto di credito che, partito da uno sportello e oggi arrivato a otto su quattro comuni, non sono certo uno scherzo.
Righi lo ha ricordato con la consueta ironia, un tratto che lo ha sempre contraddistinto ogni giorno sul luogo di lavoro. Insieme al rigore, alla professionalità e all'umanità.
Valoti fondanti della banca e del credito cooperativo tutto: "Lascio a Roberto, che è stato il mio vice per 27 anni, un compito bello e gravoso in questi tempi così difficili. Ma se la banca sarà unita, compatta come è sempre stata, saprà affrontare tutte le sfide".
di Redazione
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