PONTE A NICCHERI (BAGNO A RIPOLI) – Ancora una volta l'ospedale Santa Maria Annunziata di Ponte a Niccheri nel "mirino" dei Cobas, che hanno presentato alla Procura della Repubblica di Firenze (e alla Procura della Corte dei Conti Regionale), un esposto "in merito – dicono i Cobas – al riassetto del Settore di Sierologia del laboratorio analisi del presidio Osma ed in merito ai processi organizzativi ed alle procedure di affidamento degli appalti".
Nell'esposto vengono indicate, spiegano i Cobas, "una serie di presunte violazioni circa i criteri utilizzati per l'identificazione delle sedi, sulla disposizione del personale tecnico-sanitario di laboratorio, sulla nuova organizzazione che espone i medesimi a condizioni di lavoro con “alto rischio di stress lavoro correlato”, aumento ingiustificato di mansioni e carichi di lavoro, violazione sulle norme di sicurezza nei luoghi di lavoro nonché di crescita di rischio sanitario per gli utenti".
"Viene inoltre evidenziato e posto all'attenzione della Procura – rincarano – se vi è abuso di ufficio ovvero se vi sono ipotesi di reato, nelle procedure di affidamento degli appalti soprattutto nei casi di estensione degli stessi senza aver indetto la gara ad evidenza pubblica in palese contrasto con la normativa nazionale ed europea".
Questa estensione, a parere del sindacato autonomi, risulterebbe "anomala poiché avviene in un contesto in cui i prodotti utilizzati dalla ditta aggiudicatrice del nuovo contratto d'estenzione d'appalto senza evidenza pubblica (apparecchi e reattivi per la determinazione, ad esempio, dell'Aids o Hiv) portano un giudizio negativo sulla garanzia di sicurezza finale al paziente. Inoltre l'abuso non ha consentito una comparazione con altre ditte che forniscono analoghi materiali".
"Peraltro – annunciano – siamo entrati in possesso di tabelle che mostrano come i prodotti della multinazionale beneficiaria siano più costosi di quelli offerti da altri soggetti. Si parla, quindi, di un appalto cospicuo (che parrebbe andare oltre i parametri della normativa comunitaria), della qualità dell'assistenza, delle procedure di gara e del rispetto delle normative vigenti dello stesso codice degli appalti e quindi dei principi di imparzialità e di rigore nella gestione della macchina amministrativa che si occupa di salute pubblica".
"Vogliamo scongiurare – dicono ancora – che vi siano ipotesi di reato e di favori ad aziende senza rispettare l'evidenza pubblica oltre che la violazione di tante (troppe) altre normative. Il tutto a fronte di un business di prodotti diagnostici che sono fortemente remunerativi per oltre 20 milioni di euro per tutta l’area vasta della Asl".
"L'esposto – concludono – arriva a seguito di un atteso confronto con l'azienda che mai si è verificato nonostante le continue sollecitazioni avvenute dalla confederazione sindacale stessa".
di Redazione
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