TAVARNUZZE (IMPRUNETA) – Si è conclusa l’iniziativa portata avanti dall’amministrazione comunale di Impruneta “Dai il nome alla Piazza”( riferendosi alla piazza di Tavarnuzze in corso di ristrutturazione).
Dopo la consultazione popolare durata dal 15 al 31 gennaio. “Habemus Nomen”: don Giovanni Chellini (clicca qui per leggere l'articolo).
Ma chi era esattamente don Giovanni Chellini? Siamo andati a Tavarnuzze per parlare con chi, ha conosciuto veramente questo uomo, che ancora oggi, dopo tredici anni dalla sua morte (Montespertoli, 23 marzo 1922 – Firenze, 19 giugno 2002), viene ricordato con affetto e commozione dalle persone del paese.
Le polemiche non sono mancate, come sempre, del resto, quando vengono intaccate sfere così private e intime come quelle religiose.
“Bravissimo uomo per carità, ma forse un po’ troppo esagerato. Per noi sarebbe stata più giusta piazza Stazione” commentano alcuni.
Ma qui la religione c’entra ben poco, come ci hanno invece confermato altri residenti “non abbiamo votato il parroco, ma l’uomo”.
E i fatti parlano da soli: nelle consultazioni il suo nome ha completamente sbaragliato la concorrenza con 409 preferenze su 634 voti totali.
“Don Giovanni Chellini – ricorda Roberto, un anziano signore “tavarnuzzino doc” come si auto-definisce – era una persona splendida, di quelle che ti ritieni fortunato se ne incontri una soltanto nella vita".
"Dopo la guerra non avevo più messo piede in chiesa – ci dice – ma dopo che mia moglie me lo presentò tornai a frequentare ancor più assiduamente”.
“Per me e per la mia famiglia – ricorda commosso – non è stato un parroco, ma molto di più: un amico”.
La chiesa a cui si riferisce Roberto fu fatta costruire per volere di don Giovanni. Il 6 novembre 1955 fu posata la prima pietra di quella che sarebbe diventata la Chiesa di Sacro Cuore di Gesù, dove Don Giovanni vi rimarrà sino al 1991.
Prima di allora, dal 1952, Don Giovanni si trovava nella chiesa di San Pietro a Montebuoni: fu proprio dalla necessità di portare la Messa a Tavarnuzze da cui scaturì l’idea di costruire una nuova chiesa nel centro del paese.
I lavori furono portati avanti dallo stesso parroco, che in breve aveva fatto breccia nel cuore e nelle anime di molti tavarnuzzini, che lo aiutarono attraverso lavori volontari.
Ma l’impegno sociale, prima che religioso, di don Giovanni non cessò con la realizzazione della chiesa: l’anno dell’alluvione, 1966, diede vita a una raccolta di fondi per la costruzione di una scuola materna e del circolo cattolico, ma non prima di essersi impegnato in prima persona a Firenze per la grave calamità.
I locali vennero inaugurati l’anno successivo, segno dell’impegno e del desiderio inarrestabile di migliorare il paese.
Questo impegno civico e sociale, nonché la carità cristiana e sensibilità di don Giovanni, possono essere testimoniati anche dal fatto che sia stato a Firenze uno dei fondatori dell’Avis ( Associazione Volontari Sangue).
Ed è proprio questo aspetto della sua personalità che ci tiene a sottolineare Carla, che abita leggermente fuori il paese, ma che “quando c’era don Giovanni quei 3-4 chilometri che mi separano dalla chiesa me li facevo sempre volentieri a piedi".
"Era una di quelle persone – dice – che guardi e pensi… ecco, i parroci dovrebbero essere tutti così. Questa è la vera carità cristiana”.
Ricorda che aveva gli occhi sempre sorridenti, ma non per questo non risoluto: “Umile e caritatevole, una persona splendida”.
Anche chi non era a stretto contatto con il parroco lo ricorda con il sorriso sulle labbra e con affetto.
È il caso di Fiorella, che rammenta “le parole toccanti con cui battezzò mia figlia” e “la disponibilità e sostegno morale quando in casa avevamo bisogno di lui per un parente gravemente malato”.
Dai resoconti abbiamo scoperto che don Giovanni Chellini non è stato solo un parroco, ma una pietra miliare per la società tavarnuzzina.
Che, a distanza di anni, non poteva perdere l’occasione di rendergli omaggio intitolandogli la piazza principale del paese, a pochi passi dalla chiesa che lui stesso costruì con fatica e orgoglio.
di Costanza Masini
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