TAVARNUZZE (IMPRUNETA) – Diletta Bandinelli, Giacomo Cassetta, Tommaso Palazzini, Ernesto Pini, Agnese Salvestrini e Andrea Vitali: questi sono i nomi dei sei giovani ragazzi poco più che ventenni che venerdì 20 e sabato 21 debutteranno con il primo spettacolo interamente scritto da loro “Il palazzo della Follia” al teatro dell’Arci di Tavarnuzze.
Loro sono i Comedians in Box, una specie di "sottogruppo" dell’Associazione Culturale di teatro per ragazzi “Vieniteloracconto”, fondata nel 1982 da Massimo Mattioli, docente di scenografia all’Accademia delle Belle Arti di Firenze, e sua moglie Paola Coppini, insegnante.
“L’associazione nasce 33 anni fa – esordisce Massimo – e dal quel momento io e mia moglie abbiamo cercato di migliorare e migliorarci sempre di più, andando oltre l’estetica e l’elemento visivo, cercando di arricchirlo e caratterizzarlo al massimo".
"Nel corso di questi anni – ci racconta – abbiamo visto che molti ragazzi che partecipano sono figli dei ragazzi che avevano preso parte al progetto anni e anni or sono e questo ci rende orgogliosi".
Ci spiega poi che, il tratto caratterizzante dei suoi lavori, è la presenza dei suoi studenti dell’Accademia, che si occupano delle scenografie che poi i ragazzi completano e arricchiscono.
Tuttavia prima di proseguire è necessario fare una precisazione: quando si parla di recitare, ci spiega lo scenografo, non è sufficiente interpretare una parte, ma sono necessari dei contenuti da comunicare, un messaggio da veicolare, la padronanza della comunicazione, l’uso delle musiche, luci, colori, i costumi e molto altro ancora. Non è esattamente una passeggiata insomma.
E tutto questo è ciò di cui si sono occupati i Comedians in Box, come ci racconta Giacomo, che insieme a Ernesto, è autore dell’opera.
“Solitamente gli spettacoli sono scritti di Massimo, ma questa volta è tutta farina del nostro sacco” ci confida sorridendo, sotto lo sguardo di Massimo, che come un fiero padre, annuisce compiaciuto.
“Io ho solo supervisionato, ho deciso di lasciarli in balia..delle loro folli fantasie” interviene ridendo, riferendosi chiaramente al titolo dell’opera.
“In precedenza – continua – ci siamo cimentati con spettacoli anche impegnativi, come in Shakespeare con “Sogno di una notte di mezza estate”, “Macbeth”, “Molto rumore per nulla”, o in Gautier con “Il Capitan Fracassa”. Poi due anni fa, per passare il tempo, abbiamo messo in scena degli sketch comici, che, riadattandoli, abbiamo riproposto in uno spettacolo-cabaret dal titolo “Non facciamoci prendere dal panico” l’anno successivo (2014) sia qui al teatro che al festival “ABC APRITI BORGO” a Campiglia Marittima.. e sono andati meglio del previsto".
“A settembre così è nata l’idea di questo spettacolo – interviene Ernesto – e dopo lunghi mesi di lavoro siamo pronti per il debutto. Non vogliamo anticiparvi niente, vi diciamo solo che il palazzo della follia potrebbe essere la metafora della nostra società, dove ogni giorno siamo alle prese con le follie più disparate”.
Prima di iniziare il nostro tour nei meandri delle quinte, fatti di guardaroba colorati, vernici fresche, e oggetti più disparati, non potevamo non chiedere loro la scelta di questo nome particolare “Comedians in box” e la risposta non può altro che..farci sorridere.
“Io faccio Cassetta di cognome – ci spiega Giacomo – e Cassetta e box (scatola, n.d.r.) si assomigliano. In realtà ci piaceva l’idea dei comici che saltano fuori da una scatola, come la locandina di amici miei. E poi..noi saltiamo fuori da "Vieniteloracconto"!”. e la serietà lascia posto ad un grande sorriso.
Dopo aver visto con i nostri occhi la scena (a cura dell’Accademia su progetto di Lorenzo Lasi), dove la follia è la padrona di casa, noi del Gazzettino del Chianti siamo rimasti estasiati dal lavoro di questi giovani ragazzi, e non possiamo fare a meno di invitarvi ad entrare… “nel palazzo della follia”.
di Costanza Masini
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